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In Puglia e Basilicata

Caso-portaborse Stop da Vendola

Caso-portaborse Stop da Vendola

BARI  - La norma per il contenimento della spesa sui cosiddetti missionari (i dipendenti dei gruppi politici) ha preso una piega inattesa, che al governo regionale non è piaciuta: e così Nichi Vendola è orientato a stoppare l’operazione che porterebbe in via Capruzzi, dalla prossima legislatura, gli ormai famigerati portaborse
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12 Marzo 2009

BARI  - La norma per il contenimento della spesa sui cosiddetti missionari (i dipendenti dei gruppi politici) ha preso una piega inattesa, che al governo regionale non è piaciuta: e così Nichi Vendola è orientato a stoppare l’operazione che porterebbe in via Capruzzi, dalla prossima legislatura, gli ormai famigerati portaborse.


Ieri Vendola ne ha discusso con l’assessore al Personale, Guglielmo Minervini. Bocche cucite, anche se dall’esecutivo è trapelato qualche malessere. Nessuno vuole parlare, per non innescare una polemica con i partiti. Ma a questo punto è probabile che il presidente tenti di usare la sua moral suasion. L’idea sarebbe questa: inserire in bilancio una norma che confermerebbe il taglio della spesa per i missionari del Consiglio (buono pasto di 8 euro anziché 20, ma 220 giornate l’anno di rimborso chilometrico), e niente altro. Il resto, il disegno di legge di riordino, sarebbe così rinviato alla prossima legislatura.


La situazione è delicata. Quella che da parte della giunta può essere definita un’operazione di sobrietà, rischia di aprire una spaccatura con il Consiglio. Il disegno di legge ha infatti ricevuto sostegno quasi unanime in commissione (con l’eccezione di Lonigro dello Sdi), e tra gli sponsor c’è il consigliere Arcangelo Sannicandro, appena passato da Rifondazione al Movimento per la sinistra di Vendola (di cui dovrebbe essere capogruppo). I contorni della questione saranno chiariti in queste ore, non appena si comincerà a lavorare sul bilancio.


Ieri, intanto, la giunta ha licenziato il regolamento sulla legge per la trasparenza che porta la firma dell’assessore Minervini. È un passaggio importante per le implicazioni che avrà sul cittadino: la Regione si impegna infatti a consegnare copia di qualunque documento, senza le formalità tipiche dell’accesso agli atti, ed a pubblicare su Internet tutte le delibere, tutte le determine, tutti gli incarichi di consulenza. Gli atti pubblicati su Internet avranno la firma digitale, quindi non sarà più necessario nemmeno richiedere le famigerate copie conformi.

Arrivare a questo risultato non è stato facile, per motivi oggettivi. Alcuni assessorati (urbanistica e ambiente) temevano, infatti, di essere sopraffatti dalle richieste: se manca il supporto digitale, duplicare un piano regolatore o il progetto di un parco eolico significa sacrificare ore di lavoro. Alla fine si è trovato un compromesso per i tempi di consegna degli atti complessi, e in più l’Ambiente avrà un paio di unità di personale aggiuntive da dedicare alla trasparenza. C’è da sperare che si parta al più presto possibile.

[m.scagl.]

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