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Otranto, per un gradino sconnesso il giudice riconosce il danno morale

11 Marzo 2009

OTRANTO - Danni morali oltre che biologici a chi inciampa per strada. È la novità di una recente sentenza del Tribunale di Maglie, che si è pronunciato a favore di una turista inciampata in una scalinata pubblica mentre passeggiava per Otranto. «Se il Comune non fornisce la prova della mancanza di colpa o di concorso di colpa da parte del danneggiato, il cittadino vittima di un danno da insidia stradale va risarcito anche del danno morale sofferto». 
Con questo principio il giudice Angelo Rizzo ha condannato il Comune idruntino al pagamento delle spese legali, a 3.170 euro più tasse (tra spese borsuali, diritti, e onorari del giudizio) e rimborso forfetario di 3.925 euro più interessi, tra danno biologico e morale. Circa 8mila euro per un gradino non riparato. 

La turista, assistita dagli avvocati Vincenzo Matrangae Domenico Bitonto, mentre passeggiava nel centro della «Città dei Martiri» ha posto il piede su un gradino apparentemente integro, che improvvisamente si rompeva sotto il suo peso, provocando una caduta rovinosa, essendo venuto meno il punto di appoggio. Il giudice ha considerato vera la circostanza, in quanto rilevabile dalla documentazione fotografica allegata al fascicolo. Oltre a confermare il consolidato orientamento della Cassazione, secondo cui la Pubblica Amministrazione, per far valere la propria mancanza di colpa (o il concorso di colpa del danneggiato), deve mostrare prova di aver adottato tutte le misure idonee volte ad evitare che il bene demaniale presenti per una situazione di pericolo, il giudice ha espresso una novità importante: il riconoscimento anche del danno morale, quantificato in un terzo di quello biologico, in favore della vittima. Secondo l’avvocato Matranga, la sentenza dimostra coma sia ancora possibile, per il cittadino che ha subito un danno da insidia stradale, ottenere il risarcimento del danno non solo biologico ma anche morale. Tutto ciò nonostante una recente sentenza della Cassazione che ha posto dei limiti notevoli al riconoscimento del danno morale. [s.l.]
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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