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il dibattito

Bari, artista di strada
cacciato dai vigili
I giudici: «Illegittimo»

artisti di strada

di GIOVANNI LONGO

Bari via Sparano, tratto compreso tra via Calefati e via Abate Gimma. Il cuore del Murattiano. È un tardo pomeriggio di fine gennaio. Fa freddo quando M. M. sistema il volume dell’altoparlante e pizzica le corde della sua chitarra elettrica. La musica si sente sino a venti metri di distanza. La Polizia Municipale interviene interrompendo l’esibizione dell’artista di strada. «Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone», contestano i vigili. Il tutto, per giunta, «abusando di strumenti sonori». Scatta il sequestro dell’attrezzatura. La musica è finita. Gli amici se ne vanno. Anzi, no.

Perché il Tribunale del Riesame di Bari ha annullato il sequestro probatorio e ha ordinato la restituzione all’artista di strada di «una chitarra elettrica Maxime a sei corde»; «un impianto di amplificazione»; «un accessorio per la produzione di ulteriori effetti musicali»; «una batteria per autovettura mod. Fiamm 50 Ampere»; «un lettore MP3 bleutooth di fabbricazione cinese». Insomma, tutto il kit senza il quale un artista di strada non può definirsi tale, tornerà al suo possessore.

La ragione che ha indotto i giudici ad annullare il sequestro disposto dai vigili urbani e poi convalidato dal pm è molto tecnica. Il musicista, va detto, stava sì, «difondendo musica con chitarra elettrica ed impianto elettroacustico ad alto volume (udibile a circa venti metri dal punto di emissione delle onde sonore». Ma gli stessi agenti «provvedevano a registrare l’esibizione dell’artista con il telefonino in dotazione che veniva riprodotta su DVD e allegata all’annotazione di servizio». Subito dopo scattava il sequestro in ragione del «pericolo che la libera disponibilità dell’oggetto del reato possa aggravare le conseguenze dello stesso, ovvero agevolare la commissione di altri reati», scrivono i vigili. Quando il sequestro giunge sulla scrivania del pm, si trasforma in «probatorio». Per la Procura, infatti, è necessario che la fonte di prova venga salvaguardata per evitare manomissioni o alterazioni. Nessuno tocchi quella chitarra, dunque. Di diverso avviso i giudici del Tribunale del riesame che hanno accolto l’istanza di riesame presentata dall’avvocato Beppe Massari, difensore del musicista. «Quello che non si comprende – scrive il Riesame – è la finalità probatoria del sequestro in questione. Il dato che (l’artista di strada, ndr) stesse diffondendo musica utilizzando strumenti sonori è stato definitivamente acquisito al procedimento, mentre non è più – ovviamente – verificabile se le immissioni in quel momento fossero concretamente tali da disturbare le occupazioni e il riposo delle persone». C’è il video della esibizione, ricordate?

Il difensore del musicista, nel suo ricorso, aveva sostenuto anche altri motivi. Se lo stesso Comune di Bari riconosce e valorizza l’arte di strada come espressione culturale consentendone lo svolgimento nell’ambito del territorio comunale – era il ragionamento della difesa del musicista – come si può negare la sua libera espressione? Alle 19, poi, in una zona molto trafficata, peraltro in una via dove ci sono lavori in (perenne) corso, che fastidio poteva dare? Come può quella musica disturbare i cittadini durante il periodo invernale quando molte attività si svolgono a finestre e porte chiuse?

Il Riesame ha svolto un altro ragionamento: quale altra verifica tecnica si può fare mantenendo il sequestro della chitarra, dopo che gli stessi accertamenti svolti dalla polizia municipale «consentono di postulare, quanto meno allo stato, la ricorrenza di modalità eccessive nello svolgimento dell’attività di per sé già rumorosa»?. Insomma, la Procura ha già tutti gli elementi per valutare se il musicista ha violato oppure no la norma prevista dall’articolo 659 del codice penale. Per farlo, non c’è bisogno della chitarra. Che dunque strumento a corde e attrezzature tornino all’artista. E allora, musica, maestro…

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Commenti all'articolo

  • dmimmo

    13 Marzo 2018 - 08:08

    invece di sequestrare gli attrezzi di lavoro del musicista per guadagnarsi il pane, perche' i vigili non sequestrano e multano chi e' alla guida con il telefonino.

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