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In Puglia e Basilicata

Una fiction su Di Vittorio, da Cerignola il padre del sindacato italiano

Una fiction su Di Vittorio, da Cerignola il padre del sindacato italiano
 «Pane e libertà», la miniserie in due puntate, in onda domenica 15 e lunedì 16 marzo nel prime time di Raiuno, con musiche composte, orchestrate e dirette da Ennio Morricone

10 Marzo 2009

fiction su Di Vittorio ROMA – Come un film western. Così il regista Alberto Negrin ha pensato di raccontare la vita di Giuseppe Di Vittorio, in Pane e libertà, con Pierfrancesco Favino nel ruolo del padre del sindacato italiano e le musiche composte, orchestrate e dirette da Ennio Morricone. La miniserie in due puntate, in onda domenica 15 e lunedì 16 marzo nel prime time di Raiuno, coprodotta da Rai Fiction-Palomar Endemol, con la collaborazione della Regione Puglia e dell’Apulia Film Commission, sarà presentata oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati. Nel cast Raffaella Rea, Giuseppe Zeno, Federica De Cola, Massimo Wertmuller e con Emilio Bonucci, Ernesto Mahieux e Frank Crudele e la partecipazione straordinaria di Francesco Salvi nel ruolo di Bruno Buozzi. «Non ho mai pensato di fare un film politico, storico, ma western. A me interessa l’anima delle persone e quella di Peppino (come veniva chiamato Di Vittorio ndr) era grandissima, onesta. Attorno a questo nucleo centrale si è costruita la storia. Come nei film western si lotta per la vita e la morte, c'è chi vince e chi perde. 

La storia di Di Vittorio ha alti e bassi continui e si mette sempre in gioco tutto» ha spiegato Negrin alla presentazione alla quale hanno partecipato la figlia del sindacalista, Baldina Di Vittorio, 88 anni, che ha dato utili suggerimenti per la realizzazione, la nipote Silvia Berti, e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. «Di Vittorio – ha detto Vendola – è una figura di popolarità laica con un carisma ineguagliabile. Il suo gesto di non togliersi la coppola davanti al padrone era una forma di autonomia intellettuale. Cosa significa per le nuove generazioni del lavoro precario? La domanda di libertà, come Di Vittorio ci ha insegnato, oggi più che mai ci brucia dentro». 

Favino, che secondo la figlia di Di Vittorio «ha fatto un’interpretazione straordinaria» di suo padre ha spiegato: «non conoscevo Di Vittorio. Le uniche cose che sapevo erano quelle che impari a scuola quando arrivi al '48. Sono entusiasta - ha sottolineato l’attore di origini pugliesi che con Negrin ha già lavorato a Bartali e sarà impegnato nel nuovo film di Soldini – di aver raccontato l’onestà di una persona. Non è un film nostalgico. Non è contro la politica di oggi, è l'opposto». Storia di un combattente che sapeva parlare alla gente, contadino analfabeta e orfano di padre, diventato il rappresentante del sindacato mondiale, la fiction – che mostra l'ingresso del sindacalista in Parlamento, il rapporto con Bruno Buozzi, i contrasti con Togliatti per l’invasione dell’Ungheria e l’uscita dal partito comunista – ha commosso Morricone alla prima visione senza musica. «E quando mi capita – ha raccontato il premio Oscar – sono pronto a lasciar perdere, invece ho lavorato per fare il meglio possibile. Quando ero giovane non sentivo parlare tanto bene di De Vittorio invece era un idealista, ha voluto il bene del popolo con sincerità». (di Mauretta Capuano)
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