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In Puglia e Basilicata

Foggia, carcere come un hotel ordinava cocaina col telefonino

Con un telefonino dal carcere ordinava la cocaina all’amico e questi gliela mandava nascosta nei sigari tramite un avvocato penalista. Bruno Carella, 33 anni, foggiano, è ora stato arrestato una volta diventata definitiva la condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione, dopo il rigetto del suo ricorso in Cassazione. Sul videotelefonino che gli venne sequestrato in cella, era memorizzata la foto di alcuni detenuti che sniffavano. L’inchiesta contava tre imputati.

10 Marzo 2009

FOGGIA - La Giustizia presenta il conto a Bruno Carella, foggiano di 33 anni, per la cocaina che riceveva in cella quando era detenuto nel carcere di Foggia: gliela portava un avvocato penalista, al quale la consegnava un amico di Carella che gliela ordinava con il telefonino che nascondeva in carcere.

 I carabinieri della compagnia del capoluogo dauno hanno arrestato Carella, eseguendo l’ordine di carcerazione firmato dalla Procura generale presso la corte d’appello di Bari, una volta diventata definitiva la sentenza a 3 anni e 8 mesi per concorso in detenzione ai fini di spaccio di droga.


Per questa vicenda Carella era stato denunciato dalla squadra mobile, che aveva invece arrestato i due presunti complici: l’amico che gli procurava la droga e l’avvocato accusato di introdurla in cella nascosta in sigari. Carella, pur se i fatti contestati si riferiscono al giugno del 2004, non ha potuto beneficiare dei tre anni di indulto che copre i reati commessi sino al maggio 2006. Questo per averne già goduto in un altro processo che lo vede imputato del tentato omicidio di un conoscente, che fu accoltellato, per il quale Carella era stato condannato a 6 anni di reclusione.


Furono le intercettazioni telefoniche a consentire agli agenti della sezione organizzata della squadra mobile di scoprire il giro di cocaina destinata al carcere in quei primi mesi del 2004. Carella era stato arrestato nel gennaio 2004 sempre per storie di droga (vicenda per la quale peraltro è stato poi assolto) ed avrebbe ricevuto cocaina nel carcere di Foggia. Secondo la tesi dell’accusa, Carella aveva un telefonino e poteva così chiamare l’amico al quale chiedeva di mandargli droga in carcere, rivolgendosi ad un avvocato penalista per la consegna.


Un primo riscontro alla tesi accusatoria, la squadra mobile lo trovò il 18 giugno del 2004 quando arrestò in flagranza l’amico di Carella: fu controllato in città e trovato in possesso di alcuni sigari, all’interno dei quali erano custodite alcune dosi di cocaina. Il passo immediatamente successivo fu la perquisizione della cella di Carella, dove venne trovato un videotelefonino sul quale era memorizzata la foto che in cella sniffavano una sostanza bianca da un piatto: per l’accusa si trattava di cocaina, la difesa ribatteva che era zucchero e si trattava soltanto di uno scherzo. Per questa vicenda la squadra mobile, su ordinanza del gip, arrestò il 15 luglio 2005 un penalista posto ai domiciliari e che aveva poi patteggiato una condanna a 22 mesi, con la sospensione condizionale della pena.

Quanto a Carella, era stato giudicato dal gup di Foggia il 15 luglio del 2005 e condannato in primo grado a 8 anni, al termine del processo abbreviato. In appello, i giudici della seconda sezione penale della corte d’appello di Bari avevano riconosciuto a Carella l’attenuante del fatto di lieve entità, che aveva comportato una considerevole riduzione di pena a 3 anni e 8 mesi. Contro la sentenza di secondo grado, la difesa di Carella aveva presentato ricorso in Cassazione rigettato lo scorso 29 gennaio. Una volta diventata definitiva la condanna, la Procura generale della corte d’appello di Bari ha ordinato l’arresto del foggiano che oraà dovrà scontare la condanna.

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