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In Puglia e Basilicata

Bitonto, ragazzini dirottano autobus: portateci a casa

di ENRICA D'ACCIO'
BITONTO Sono giovani, giovanissimi, ma capaci di tenere in scacco, per un’intera serata, il servizio pubblico di trasporto in città. Le scene di ordinario bullismo urbano si sono verificate a Bitonto, poche settimane fa. Autori del gesto, circa 15 ragazzi, di età compresa fra i 14 e i 17 anni, che hanno letteralmente preso d’assalto l’autobus arancione che fa servizio di linea fra Bitonto e le frazioni.
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di ENRICA D'ACCIO'

BITONTO Sono giovani, giovanissimi, ma capaci di tenere in scacco, per un’intera serata, il servizio pubblico di trasporto in città. Le scene di ordinario bullismo urbano si sono verificate a Bitonto, poche settimane fa. Autori del gesto, circa 15 ragazzi, di età compresa fra i 14 e i 17 anni, che hanno letteralmente preso d’assalto l’autobus arancione che fa servizio di linea fra Bitonto e le frazioni.


Hanno agito di sera, quando il bus non è particolarmente frequentato, ma non per questo gli episodi non hanno vittime. I conducenti, stanchi e spaventati dalle minacce e dai soprusi, hanno presentato regolare denuncia al commissariato di polizia della città, richiedendo più controlli e più attenzione. La conseguneza è che già dalla scorsa settimana, gli agenti di polizia, spesso in borghese, a volte anche in divisa, fanno servizio di «scorta» almeno per alcune tratte della linea urbana.

Due gli episodi più gravi, che hanno poi spinto gli autisti alla denuncia. I ragazzini, più di una squadra di calcio, entrano nell’autobus in sosta nella zona di Piazza Marena, nelle vicinanze della Basilica dei Santi Medici. Salgono a bordo, naturalmente senza biglietto, cominciano a gridare e a strepitare nell’autobus, ricoprono di insulti e parolacce l’autista, lo minacciano. «Portaci a casa», gli intimano, e l’autista si trova costretto a deviare il percorso di linea del suo bus per accompagnare la banda urlante di ragazzini dove pretende di essere accompagnata. Finito il servizio da incubo, l’autista racconta ai colleghi l’accaduto. Così, quando qualche sera dopo il conducente di turno, alla stessa fermata, vede avvicinarsi gli stessi ragazzi con le stesse intenzioni, decide di non farli salire sul bus. Allora comincia l’assalto: i ragazzi si parano davanti all’autobus, impedendogli di partire, gettandogli contro bottiglie di plastica e tutto quanto capita a tiro. L’autista riesce a tenere i nervi saldi, avvia regolarmente la sua corsa e porta al deposito il proprio mezzo senza nemmeno un vetro rotto. Pochi giorni dopo, sentiti anche i rappresentati di categoria dell’azienda, scatta la denuncia. Il fatto, però, non trapela se non parecchi giorni più tardi: non è facile ammettere di dover essere scortati per compiere serenamente il proprio lavoro.

«Non avevamo mai subito in passato niente del genere - spiega Michele Ventrella, amministratore dell’ASV Trasporti, azienda del gruppo Miccolis che gestisce il servizio di collegamento urbano - ma per qualche episodio i nostri autisti hanno davvero temuto per la loro incolumità. Perciò abbiamo ritenuto indispensabile richiedere a chi di dovere più controllo e più protezione: da allora i nostri non hanno subito più aggressioni e hanno ricominciato a svolgere con serenità il loro lavoro». «Abbiamo disposto - spiega il dirigente della Polizia di Stato, Arturo Rutigliano - un servizio di vigilanza e di prevenzione “discreto” ma capace allo stesso tempo di dare un forte segnale di presenza. Appena avvertiti, abbiamo fatto in modo che tutto tornasse alla regolarità».

Ma non ci sarebbero solo gli episodi di violenza sugli autobus a destare preoccupazione. Gli stessi terribili ragazzi sarebbero i responsabili di altri episodi, di uguale inciviltà, sempre nella zona di piazza Marena: borseggi, danni alle macchine parcheggiate, aggressioni contro anziani, insulti e minacce per farsi dare dai coetanei soldi e cellulari. «Sappiamo che sono in tanti - chiude Rutigliano - e diventano arroganti e violenti proprio perché sono in gruppo: le nostre indagini continuano, qualcuno è stato già identificato».

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