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In Puglia e Basilicata

Crisi? Alla Regione arrivano i portaborse (per consigliere)

Crisi? Alla Regione arrivano i portaborse (per consigliere)

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Un portaborse per uno, o quasi. E un assegno mensile extra per tutti i partiti che siedono in via Capruzzi. Assessori e consiglieri regionali della Puglia si preparano a colmare il gap che fino a oggi li separava dai colleghi di altre regioni, una differenza evidentemente insostenibile: con la scusa di risolvere il problema dei missionari la Regione ricorre al fai-da-te. I politici (non solo i consiglieri, ma anche assessori e presidente) potranno assumere i propri portaborse.

10 Marzo 2009

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Un portaborse per uno, o quasi. E un assegno mensile extra per tutti i partiti che siedono in via Capruzzi. Assessori e consiglieri regionali della Puglia si preparano a colmare il gap che fino a oggi li separava dai colleghi di altre regioni, una differenza evidentemente insostenibile: con la scusa di risolvere il problema dei missionari - i dipendenti dei gruppi politici che costano un sacco di soldi, perché vengono rimborsati a chilometro -, la Regione ricorre al fai-da-te. I politici (non solo i consiglieri, ma anche assessori e presidente) potranno assumere i propri portaborse.

La legge, che stamattina comincia il suo iter in commissione, prevede questo e molto altro. L’idea è di assegnare un budget a ciascun gruppo politico, e poi un certo numero di collaboratori ai gruppi, al presidente della giunta (6), al presidente del consiglio (5), al vice presidente della giunta (4), ai vice presidenti del consiglio (4), agli assessori (4), ai consiglieri segretari (2) e ai presidenti delle commissioni consiliari (2). Stabilendo poi che «fino al 30% della dotazione» può essere reclutato «tra i soggetti esterni alla pubblica amministrazione che abbiano i requisiti per l’accesso all’impiego pubblico con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato», il gioco è fatto: porte aperte ai porta-borse.

Facciamo un po’ di conti. Se la legge passasse così com’è, il presidente Vendola potrebbe assumere due portaborse, mentre il suo vice Frisullo e gli altri assessori uno a testa, così come il presidente del consiglio Pietro Pepe ed i segretari delle sette commissioni. E poi ci sono, naturalmente, i gruppi politici. Ma ci torniamo tra un attimo.

Ai gruppi consiliari andrà un budget mensile così definito. Una somma «per l’assolvimento delle proprie funzioni» sulla base del numero di consiglieri, più un «contributo» di 260 euro mensili a consigliere, più un altro contributo «per le spese relative all’aggiornamento culturale e scientifico» definito sempre in base al numero di consiglieri. Esempio: ai gruppi di An e Fi, che hanno 7 consiglieri l’uno, spetterebbero ogni mese 3.367 euro più 1.820 (260 per 7) più 2.353 per l’aggiornamento culturale. Con lo stesso meccanismo, i Ds (10 consiglieri) riceverebbero 8.320 euro al mese e la Margherita 5.005.

Poi ci sono i portaborse, e qui vien fuori la genialità di chi ha scritto la legge. Le unità di personale concesse a ciascun gruppo variano in base al numero di consiglieri, per cui un partito mono-consigliere (esempio: il Psdi) ha diritto ad averne due, Fi e An a 11 ciascuno, i Ds 14, la Margherita 8. Applicando la regola del 30%, ne deriva che il Psdi (e gli altri partiti con un solo consigliere) potranno assumersi un solo portaborse, Fi, An e la Margherita due per ciascun gruppo, i Ds invece tre. Dov’è il colpo di genio? Nel fatto che le tabelle premiano i partiti grandi: per cui il nascente gruppo Pdl (che conterà su 14 consiglieri) avrà diritto a 19 unità e dunque a 6 portaborse, mentre quello del Pd (15 consiglieri) avrà 22 collaboratori e quindi 7 portaborse.

Se i portaborse vi sembran pochi, nel senso che non ce n’è abbastanza per tutti i 70 consiglieri di via Capruzzi, va considerato che ciascuno dei presidenti delle commissioni consiliari ha già diritto al proprio attache (e sono 7), così come i due vicepresidenti del consiglio (e sono altri 2), i due consiglieri segretari (altri 2) e i 10 assessori che sono anche consiglieri: in totale fa 22, quindi (tolto anche il presidente Pepe) ne restano solo 47. I portaborse saranno pagati con gli stessi soldi che oggi vengono spesi per i missionari. Ma se proprio non dovesse essere sufficiente, un’apposita norma prevede che i gruppi politici potranno utilizzare il proprio budget mensile «per l’acquisizione di collaborazioni e/o consulenze».

Stamattina la legge sarà discussa in prima commissione. «Miraccomando a non tirar fuori sul giornale la solita storia degli sprechi», dice il presidente della commissione, Michele Ventricelli. Che magnifica gli aspetti positivi: «L’assunzione dall’esterno - dice - è solo una tre delle possibilità previste per reclutare il personale. E poi la legge parla di contratti a termine, escludendo esplicitamente che possano diventare a tempo indeterminato». Dunque una nuova infornata di precari: «Non la vedrei così - dice Ventricelli - è lo stesso meccanismo che si applica, per esempio, alla Camera. Con questo sistema la Regione potrà addirittura risparmiare rispetto a quanto avviene oggi: prenderà, a un costo basso, giovani volenterosi e motivati che potranno dare una mano ai consiglieri». Che almeno, per esplicito divieto, non potranno assumere come portaborse i propri parenti fino al quarto grado.

Giusto per la cronaca, la questione dei 140 missionari dovrebbe essere risolta come segue. Riceveranno a sanatoria un buono pasto di 8 euro al giorno e un rimborso di 25 centesimi al chilometro per un massimo di 220 giorni. Per il futuro, i dipendenti dei gruppi politici avranno diritto soltanto a una indennità di disagio proporzionale alla loro qualifica. I sindacati regionali sono sul piede di guerra: si risparmia sui dipendenti, dicono, per poter assumere gli esterni. Anche questo è un film già visto.

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