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In Puglia e Basilicata

Vendola: la politica si deve occupare di più dei bambini

Vendola: la politica si deve occupare di più dei bambini
Il presidente della Regione Puglia ha presentato a Bari, nell’asilo comunale del quartiere Japigia, 'Biblionido', il progetto di Ares in collaborazione con l'associazione italiana Biblioteche e l’Associazione culturale Pediatri. 18 asili nido pubblici pugliesi e 10 pediatrie ospedaliere riceveranno libri per altrettante piccole biblioteche interne
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09 Marzo 2009

BARI - ''La politica non si occupa dei bambini, forse perchè non votano” ma occorre oggi che il mondo degli adulti “ascolti quello dell’infanzia”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha presentato a Bari, nell’asilo comunale del quartiere Japigia, 'Biblionido', il progetto messo a punto dall’Ares e dalla presidenza della Regione Puglia, in collaborazione con l'associazione italiana Biblioteche e l’Associazione culturale Pediatri, grazie al quale 18 asili nido pubblici della Puglia e 10 pediatrie ospedaliere riceveranno libri per altrettante piccole biblioteche interne per l’infanzia. 
“La relazione con i bambini – ha detto Vendola – deve essere improntata davvero alla cultura dell’ascolto, alla capacità di rispettare fino in fondo la soggettività delicata e preziosa di una creatura che si sta formando e dobbiamo essere tutti quanti molto più consapevoli della quantità di violenze, di messaggi negativi che assediano il mondo dell’infanzia”. “Il bambino – ha concluso – dovremmo cominciare a considerarlo, a partire dalla Dichiarazione dei diritti del bambino, non come una miniatura, come una lista di attesa, ma come un essere umano del quale dovremmo imparare a rispettare la dignità”.

Secondo Vendola, ''non possiamo pensare che il mondo dell’infanzia sia il trionfo del commercio degli status simbol, che l’infanzia sia per noi un conto da regolare con i pannolini firmati, con le coccole, con i cartoons, e non invece con una rigorosa, pulita, capacità di ascolto. C'è bisogno – ha continuato Vendola – di una rivoluzione culturale; noi ce la caviamo con molta retorica sui bambini e fuggiamo alla domanda sul perchè, nel terzo millennio, i bambini siano ancora così ciclopicamente oggetto di violenze. Nel Sud del mondo – ha aggiunto – la violenza della povertà, della fame, ma nel Nord del mondo la violenza della strumentalizzazione e della commercializzazione”. 

I bambini – secondo Vendola – a volte “vengono parcheggiati come degli ingombri, o nei nidi o davanti alle Tv, ma il vocabolario dell’infanzia è ricchissimo anche nei suoi balbettii, anche nei suoi silenzi, e merita da parte del mondo adulto davvero una operazione di igiene culturale”. Vendola ha anche sottolineato che “che la estromissione dei vecchi dall’ambiente domestico rende ancora più soli i bambini, rende soli gli anziani”. “La delocalizzazione dei nonni, considerati degli esuberi dell’economia domestica, piomba – ha detto Vendola – sulla vita dei più piccoli come l’ombra di una solitudine. I compiti educativi nostri devono essere quelli legati alla rottura dei muri di solitudine per i bambini”. 
I bambini – ha proseguito – “non devono avere muri, non devono avere barriere architettoniche, non devono avere barriere sociali, devono avere il diritto al gioco e la lettura e il libro già dalla tenera età sono strumenti fondamentali per implementare le capacità cognitive di un bimbo: leggere, imparare a scrivere, imparare a leggere, sono attività fondamentali per imparare a rapportarsi correttamente con il mondo avendo padronanza di sè e della propria capacità di concettualizzare il mondo esterno”.
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