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In Puglia e Basilicata

Proteste per il trasferimento del presidio sanitario di Villa Giustina (Molfetta)

09 Marzo 2009

MOLFETTA - Il trasferimento di Villa Giustina, unico presidio sanitario privato accreditato dal servizio sanitario nazionale nel comprensorio del nord barese, «ha provocato un grave squilibrio nella distribuzione territoriale dei posti-letto». Il consigliere regionale di An-PdL, Nino Marmo, carta e penna, mette tutto nero su bianco e presenta un’interrogazione a risposta scritta per sapere dal governatore di Puglia, Nichi Vendola, e dall’assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore «se sono stati verificati i requisiti di accreditamento di tutte le strutture private e se detti requisiti sono costantemente mantenuti; se è stata verificata la legittimità della delocalizzazione della clinica privata Villa Giustina; se è stato verificato in maniera puntuale il requisito del personale di tutte le case di cura, che deve essere in rapporto di dipendenza nel rispetto di parametri previsti dalla vigente normativa». 

Villa Giustina, ricorda il consigliere regionale, era stata autorizzata dalla Giunta regionale alla prosecuzione delle attività sanitarie nella sede di Molfetta fino alla conclusione dei lavori di costruzione di un nuovo edificio a Giovinazzo. «Successivamente - continua - tale clinica pare sia stata acquistata da un gruppo emiliano, che l’ha trasferita a Conversano, con conseguenze negative sia per i dipendenti, costretti a lunghi trasferimenti dal Nord Barese con annessi licenziamenti e dimissioni, sia per lo svuotamento del Nord Barese dell’unica clinica esistente, che ha provocato un grave squilibrio nella distribuzione territoriale dei posti-letto, con ciò anche violando il principio su cui erano fondate le pre-intese condivise dalla Regione». E il consigliere Marmo punta l’indice anche sulla «straripante presenza » del gruppo sanitario emiliano, «qualora rispondesse al vero che esso sia contemporaneamente titolare delle case di cura Anthea a Bari, Città di Lecce, Villa Giustina, Casa Bianca a Cassano, Villa Lucia a Conversano e Villa D’Amore a Taranto». 

Villa Giustina, clinica con oltre sessant'anni di storia, chiusa ormai dall’autunno scorso, disponeva di trentacinque posti letto per un bacino d’utenza di oltre mezzo milione di abitanti. La clinica, rappresentava, da sempre, uno dei punti di riferimento per l’ostetricia e la ginecologia, ma anche per la chirurgia generale e per la chirurgia vascolare. Ogni anno registra circa duemila ricoveri.
LUCREZIA D’AMBROSIO
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