Martedì 16 Agosto 2022 | 11:27

In Puglia e Basilicata

Donne pugliesi di scrittura in mostra alla Cittadella di Bari

di MARIA GRAZIA RONGO
Da Wanda Bruschi Gorjux (che si firmava Medusa) a Fulvia Perotti (spesso si firmava Voluntas) o Severina De Lilla, le prime pugliesi «femmine di specie umana dedicate allo scrivere». La Biblioteca nazionale ha raccolto testi e pannelli. Nel ‘24 c’erano rubriche al femminile

08 Marzo 2009

di MARIA GRAZIA RONGO 

«Donna: sostantivo femminile, è il nome generico che si dà alla femmina della specie umana. Donne ce ne sono di tutti i colori e di tutti i sapori». Con questa frase neanche tanto velatamente misogina cominciava l’articolo dedicato alle donne, apparso sul Don Fiammifero, settimanale umoristico, firmato da “il Monello” e datato 11 gennaio 1930. Da allora le «femmine di specie umana», ne hanno fatta di strada e molta altra ne dovranno ancora fare. Un esempio della vivacità intellettuale e della tenacia femminile viene in questi giorni dalla mostra Donne nell’Emeroteca Digitale Puglies e, allestita nell’atrio della Biblioteca Nazionale «Sagarriga Visconti Volpi», alla Cittadella della Cultura di Bari. 
L’esposizione, curata da Francesca Esposito e Michele Giannone con la collaborazione di Marisa De Simone, rientra nelle iniziative sollecitate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la Festa dell’8 marzo. Una mostra che raccoglie sei pannelli e due totem con pagine dei giornali pugliesi, dal 1851 al 1951, in cui a far da protagonista è proprio l’altra metà del cielo. 

La raccolta è frutto della ricerca che è stato possibile effettuare grazie alla digitalizzazione dei giornali realizzata dalla biblioteca. «Questa mostra è per noi l’occasione di promuovere la consultazione in rete dei giornali digitalizzati», dice Luciano Carcereri, vicedirettore della biblioteca. Intanto è interessantissimo curiosare tra vezzi, frivolezze, ideali, stili delle nostre antenate e capire come venivano rappresentate le donne sui giornali, quali erano gli argomenti ritenuti adatti alle fanciulle. Con sorpresa scopriamo che nel 1924, ad esempio, sul settimanale La Gazzetta del lunedì, esisteva la «pagina femminile», ma che tanto si è scritto anche per argomenti più impegnativi, come per il movimento delle suffragette e per il riconoscimento del voto alle donne. 

Ma qual è la figura di donna pugliese che emerge dalle pagine ingiallite della cronaca regionale dell’epoca? I curatori hanno individuato tre presenze di spicco nel variegato panorama: Wanda Bruschi Gorjux, giornalista, nota anche con lo pseudonimo di «Medusa», attiva sia come scrittrice di note di costume sulla pagina femminile che come editorialista politica da prima pagina; Fulvia Miani Perotti, madre di Armando e giornalista anche lei (spesso si firmava Voluntas), e l’educatrice di origini lucane Severina De Lilla. 

Tutte accomunate dal fatto di aver dato un contributo notevole alla formazione sociale del loro tempo, non temendo in alcun modo di esprimere le proprie opinioni. Sarà possibile compiere questo percorso nell’emeroteca digitale pugliese dedicata alle donne, fino al 21 marzo (lunedìvenerdì: 9-18.30; sabato: 9-13). L’ingresso è gratuito e le scolaresche possono prenotare le visite guidate ai numeri: 080 2173446; 0802173450.
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