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forse trafugato da una chiesa

San Luigi abbandonato
nelle campagne di Nardò

Il simulacro potrebbe essere stato trafugato da una chiesa o da una cappella privata

San Luigi abbandonato nelle campagne di Nardò

NARDO' - Che fine fanno le statue dei santi che scompaiono nel nulla? Spesso, se artisticamente pregiate, finiscono sul mercato nero. Ma a Nardò è andata diversamente. Misteriosa scoperta nella macchia mediterranea del quartiere “Pagani”: ritrovata una statua dedicata a san Luigi Gonzaga. Il manufatto, probabilmente in gesso, non è integro. Risulta spezzato il braccio destro e una parte del crocifisso. Lievi segni del tempo sul resto della scultura che raffigura il “protettore degli studenti” (papa Benedetto XIII, 1729), il “patrono della gioventù cattolica” (papa Pio XI, 1929) e “il patrono dei malati di Aids” (papa Giovanni Paolo II, 1991). Nel 1591, mentre a Roma infieriva la peste, Luigi Gonzaga frequentava il quarto anno di teologia. Incaricato di servire gli infermi, un giorno ne incontra uno abbandonato in mezzo alla strada, se lo carica sulle spalle e lo porta in ospedale per curarlo ma ne viene contagiato e muore il 21 giugno.

A scoprire il simulacro, alto oltre 50 centimetri, è stato un cittadino in occasione di una passeggiata con i figli. In un secondo sopralluogo, ieri mattina, si è accorto che la statua era stata spostata di alcune decine di metri dal luogo del primo ritrovamento. «Qualche giorno fa si trovava poco distante dal luogo attuale - racconta - ricordo bene, il sole era quasi al tramonto ed era una cornice che ha destato una certa inquietudine. Anche i rifiuti intorno erano diversi». La statua, oggi adagiata su materiale edile di scarto, si trovava tra rifiuti domestici più comuni nelle campagne come bottiglie, barattoli di vetro e buste di plastica.

Come sia arrivata fin lì è un mistero. Le abitazioni più vicine si trovano a circa 200 metri e la zona di macchia mediterranea, conosciuta dai neritini come «Lu piezzu ti li Pajani», è così tranquilla e isolata che molta gente con pochi scrupoli la utilizza come discarica a cielo aperto. L’area, grande oltre venti ettari, è punteggiata di piccoli cumuli di rifiuti di ogni genere, da pneumatici di ogni dimensione a vetro, da plastiche di tutti i colori a materiale edile di ogni forma.

Un mistero anche la provenienza della statua. Una cappella privata? Un luogo di culto aperto al pubblico? Si trova lì perché abbandonata da ladri che non sono riusciti a piazzarla nel mercato nero delle reliquie sacre? [af]

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