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In Puglia e Basilicata

Taranto: assedio ai polmoni  alte concentrazioni di PM10 

Taranto: assedio ai polmoni  alte concentrazioni di PM10 
L'iniziativa «Treno Verde» di Legambiente fa tappa a Taranto e rileva percentuali allarmanti per la salute degli abitanti del capoluogo, per il traffico e l'inquinamento
• I dati su PM10 a Taranto elaborati da Legambiente
• Le perplessità dell'Arpa
• L'assessore all'ambiente: «La viabilità va cambiata»
• Todaro: «Nessuna novità per noi che viviamo a ridosso dell'Ilva»

07 Marzo 2009

«Taranto non può più aspettare. Il ministero dell’Ambiente rilasci entro il 31 marzo all’Ilva e agli altri impianti industriali u n’Aia (autorizzazione integrata ambientale, ndr) rigorosa nelle tempistiche e negli interventi». E’ questo il leit motiv ribadito ieri mattina da Legambiente, in occasione della tappa tarantina del Treno Verde, la campagna dell’associazione ambientalista e e di Ferrovie dello Stato, realizzata con il contributo di Italgest Energia Pulita, Consorzio Ecogas e Asso gasliquidi. 

Per il capoluogo tarantino, che vanta già il primato nazionale dell’Ilva su 10 dei 14 inquinanti analizzati nel dossier di Legambiente “Mal’Aria industriale”, forti conferme arrivano dal monitoraggio effettuato dal Treno Verde. I dati rilevati dall’equipe del treno ambientalista, in tre punti diversi della città, sono preoccupanti. La concentrazione delle polveri sottili (Pm 10) è risultata costantemente oltre la norma, in un caso superando addirittura il doppio del limite giornaliero consentito dalla legge di 50 microgrammi per metro cubo (mg/m3). Precisamente è accaduto nella prima rilevazione effettuata il 3 marzo in viale Trentino (quartiere Solito Corvisea) che ha fornito un dato pari a 115 mg/m3 e relativa concentrazione di PM2,5 del 28 per cento. Non meno preoccupanti e sempre oltre il limite gli 80 microgrammi per metro cubo d’atmosfera, fatti registrare il secondo giorno, con la centralina posizionata in via De Vincentis, palazzina VI/4 (al rione Tamburi nei pressi dei parchi minerali). 

A rendere il dato ancora più preoccupante, stando ai dati diffusi da Legambiente, sono i picchi di concentrazione delle polveri sottili che si riscontrano non solo nelle ore diurne, riducibili anche al traffico veicolare, ma anche e in maniera più sostanziosa nelle ore notturne. Precisamente in viale Trentino nella fascia oraria 21-22 del 3 marzo si raggiunge una concentrazione media pari a 150, mentre in via De Vincentis il picco massimo orario ha raggiunto la concentrazione di 101 microgrammi tra le 23 e le 24.00 del 4 marzo scorso. Ulteriori indicazioni sulla qualità dell’aria di Taranto emergono dalle 48 ore di monitoraggio effettuate dal laboratorio mobile dell’Istituto sperimentale Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) posizionato in via Lisippo al rione Tamburi, in corrispondenza della quarta palazzina, scala A, dalle ore 22 di martedì 3 marzo alle ore 22 di giovedì 5 marzo. Nonostante le analisi del laboratorio mobile di Rfi, posizionato in via Lisippo, zona con traffico veicolare quasi inesistente, abbiano riscontrato valori di Pm 10 che non superano il limite giornaliero di 50 microgrammi stabilito per legge, in alcune ore sono stati registrati forti picchi di concentrazione, specie nelle ore notturne e nella prima mattinata: ben 112 mg/m3 di polveri sottili rilevati alle 4 e 153 mg/m3 alle 8 del 5 marzo. 

«Nell’arco delle due giornate di misurazione - spiega Vittorio Valentini, responsabile del laboratorio mobile di Rfi - è evidente la corrispondenza tra la variazione del vento e la concentrazione delle polveri sottili e di tutti gli altri inquinanti. Non solo, le condizioni metereologiche e l’assenza totale di traffico, fanno sì che non si registrino superamenti dei limiti. Risultano, invece, entro i limiti di legge gli altri inquinanti: benzene, biossido di zolfo, monossido di azoto, monossido di carbonio e ozono. Stesso risultato per quanto riguarda l’analisi dell’inquina - mento acustico». I risultati del monitoraggio della qualità dell’aria sono stati presentati ieri mattina da: Stefano Ciafani, responsabile scientifico Legambiente, Aniello Semplice, direttore Trasporto Regionale Puglia Trenitalia, Lunetta Franco, presidente Legambiente Taranto, Michele Losappio, assessore regionale all’Ecologia, Vittorio Valentini, responsabile laboratorio mobile Istituto sperimentale di Rfi, Elio Calabrese, direttore del dipartimento di Taranto Arpa e Roberto Giua, Arpa Puglia. [f.ven.]
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