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In Puglia e Basilicata

Faida garganica emesse 10 condanne

Faida garganica emesse 10 condanne
Il processo, iniziato nel 2005, si è concluso oggi dopo 133 udienze con 10 condanne, di cui 4 ergastoli ma due comminati alla stessa persona, e 14 assoluzioni. Inizialmente erano 107 gli imputati del maxi- processo 
• Una storia di sangue che si trascina dagli anni 70

07 Marzo 2009

sentenza tribunale legge ugualeFOGGIA – Dieci condanne, di cui 4 ergastoli ma due comminati alla stessa persona, e 14 assoluzioni: è la sentenza emessa nei confronti delle 24 persone coinvolte nel blitz Iscaro-Saburo contro coloro che erano ritenuti i responsabili della sanguinosa faida del Gargano. Il processo, iniziato nel 2005, si è concluso oggi dopo 133 udienze. 

Due ergastoli sono stati inflitti a Gennaro  Giovanditto, considerato il killer della mafia garganica, che è  stato riconosciuto colpevole di tre dei 13 omicidi di cui era  accusato. L’uomo, scarcerato l’estate scorsa con altri imputati  per decorrenza dei termini di custodia cautelare, il 2 marzo  scorso sfuggì ad un agguato sul Gargano mentre era in macchina  con un’altra persona. Ergastolo anche per Carmine Grimaldi e Franco Libergolis:  quest’ultimo è considerato il capo dell’omonimo clan che nella  contrapposizione con il clan Alfieri-Primosa ha dato vita alla  sanguinosa faida garganica che ha prodotto 35 omicidi in 30  anni.


Il pm della direzione distrettuale antimafia di Bari, nell’udienza numero 116 del 5 dicembre scorso, aveva chiesto una sola assoluzione (per un imputato minore) e 23 condanne.

Inizialmente erano 107 gli imputati del maxi- processo per i quali la Dda aveva chiesto in rinvio a giudizio nella primavera del 2005. Un imputato fu prosciolto; due patteggiarono; 80 scelsero il rito abbreviato (già celebrati i giudizi di primo e secondo grado); mentre in 24 furono rinviati a giudizio per essere processati a Foggia. 

Il maxi-processo iniziò in corte d’assise il 6 novembre del 2005; in quattro anni celebrate 133 udienze, nel corso delle quali sono stati interrogati 700 testimoni (in molti casi peraltro si è trattato degli stessi investigatori interrogati decine e decine di volte sui singoli capi d’imputazione oggetto del processo). I tempi così lunghi si spiegano con la necessità di trascrivere migliaia e migliaia di intercettazioni telefoniche e ambientali che rappresentano il cuore delle indagini denominate «Iscaro » e «Saburo», riunite nel procedimento contro la mafia garganica: otto periti sono stati incaricati dalla corte di queste trascrizione. Proprio i tempi lunghi hanno causato nell’estate scorsa, tra giugno e luglio, la scarcerazione di 10 imputati - tra cui Armando e Franco Libergolis e Giovanditto - in quanto erano trascorsi tre anni dal rinvio a giudizio senza essere giunti alla sentenza di primo grado.

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