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In Puglia e Basilicata

Strano incendio nelle cucine dell'ospedale di Taranto (inagibili)

Un corto circuito ha provocato un incendio e le cucine dell’ospedale sono finite fuori uso. Impianti chiusi per cinque giorni, pasti dall’esterno, disagi per i pazienti. Accidentale l’incendio ma negli ambienti ospedalieri c’è chi ipotizza una qualche azione dolosa legata agli appalti dell’Asl.

07 Marzo 2009

di MARIA ROSARIA GIGANTE

TARANTO - Chiuse ieri le cucine del SS. Annunziata dove vengono preparati i pasti per una media, in questo periodo, di 500-550 al giorno per altrettanti pazienti ricoverati sia al nosocomio centrale che all’ospedale Moscati. Un corto circuito ad una presa elettrica di un frigorifero sambra essere stata la causa di un incendio che si è sviluppato intorno alle 6 della mattina causando fumo e fuligine nei locali che, per motivi igienici, sono stati chiusi dal coordinatore sanitario dei presidi ospedalieri, Fernando Graziano. Ma c’è qualcuno negli ambienti opsedalieri che ipotizza un sabotaggio, forse nell’ambito della corsa per l’aggiuidcazione delle gare di appalto.

Intanto per poter comunque assicurare il pasto caldo ai pazienti ricoverati, la ditta che ha attualmente in appalto il servizio, la Pellegrini, ha fatto ricorso alle cucine dell’Istituto Maria Ausiliatrice da dove il cibo è stato trasportato nelle strutture ospedaliere e qui direttamente servito ai pazienti in recipienti monouso. Il pranzo e la cena - sostanzialmente pastina in brodo per primo, ricotta o prosciutto con contorno di puré di patate per secondo a pranzo, e formaggio a cena - sono giunti e serviti con notevole ritardo, dopo le 14 e dopo le 19. Inoltre, l’emergenza non consente di assicurare pasti dietetici ai pazienti ricoverati con particolari patologie. Da quest’oggi, comunque, si dovrebbe poter somministrare almeno una doppia scelta per il primo.

La notizia di un incendio - le forze dell’ordine finora non hanno confermato l’ipotesi del dolo - si era diffusa già nella mattinata. I pazienti sono stati quindi formalmente avvisati intorno alle 14 che, a causa di un incidente verificatosi nei locali delle cucine, si rendeva necessario utilizzare pasti preparati presso un’altra sede presumibilmente per cinque giorni e che, nel frattempo, veniva temporaneamente sospeso il dietetico. Cinque giorni (ma la direzione sanitaria si augura meno) è il tempo necessario per ripristinare i locali delle cucine, pulendo le pareti, il controsoffitto, gli impianti elettrici e di aspirazione, prima di riprendere la normale attività.


La gravità dell’accaduto ha subito fatto scattare dubbi sul rispetto di norme di sicurezza all’interno degli ambienti di cucina. «Ritengo che tutti gli impianti siano a norma - dice Graziano -. E’ una questione di competenza della stessa Pellegrini, una società con certificazione di qualità. Quanto anche agli aspetti di competenza dell’Asl, devo ugualmente ritenere che sia tutto a norma».

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