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In Puglia e Basilicata

Regione Puglia, 51 milioni per le donne pugliesi

BARI - L’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Marco Barbieri, ha presentato ieri - a poche ore dalla giornata internazionale della donna che si celebra domani - cinque progetti finanziati dal Por Puglia Fse 2007/13 sulle misure anticrisi per le donne.

07 Marzo 2009

BARI - L’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Marco Barbieri, ha presentato ieri - a poche ore dalla giornata internazionale della donna che si celebra domani - cinque progetti finanziati dal Por Puglia Fse 2007/13 sulle misure anticrisi per le donne.

I cinque bandi riguardano «Formazione e assunzioni», «Qualificazione», «Asili e Trasporti», «Accesso al lavoro» e «Rientro al lavoro». La spesa prevista è di 51 milioni di euro. 

Secondo Barbieri le donne occupate in Puglia nel terzo trimestre 2008 sono 416.000 ed è «il dato più alto dal 2004, con 70mila occupate in più da quell’anno. Ciò non vuol dire che la crisi non colpisca le donne, che fanno parte degli starti più deboli della popolazione. Infatti il tasso di occupazione femminile è ancora troppo basso e la precarietà insidia soprattutto le donne. Per questo la Giunta ha deciso di emanare i bandi che saranno pubblicati entro la settimana prossima sul Bollettino ufficiale» (tranne uno, quello sui trasporti, che necessiterà di un passaggio legislativo).


«La crisi economica rischia di produrre in Puglia la fuoriuscita dal mercato del lavoro delle donne, specie qualora abbiano situazioni familiari che rendono complicata la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare. La modesta domanda di lavoro espressa in questa fase dalle imprese pugliesi può favorire la fuga dal mercato regolare di lavoro e comportare ricadute immediate soprattutto per le donne, in molti casi scoraggiate a rimanere nel mercato del lavoro sia per la persistente mancanza di opportunità, sia per la elevata flessibilità del rapporto di lavoro - spigea l’assessore - che non consente di programmare e conciliare tempi di vita e tempi di lavoro. Alle oggettive condizioni di svantaggio nell’accesso e nella permanenza al lavoro delle donne, che pure la strategia di Lisbona ha messo in evidenza, in Italia si aggiunge una grave anomalia normativa legata alle diverse ipotesi flessibili di utilizzo della manodopera; il graduale consolidamento di forme flessibili di lavoro ha determinato di fatto situazioni di precarietà che già nella componente maschile comportano danni e disagi, ed in quella femminile diventano di gran lunga più gravi e difficili da affrontare».


In particolare, in considerazione delle caratteristiche del mercato del lavoro pugliese che vede le donne quali soggetti a maggiore tasso di disoccupazione rispetto alla media nazionale e comunitaria, «si intende intervenire sull’insieme dei fattori che determinano la sottoutilizzazione delle capacità delle donne».

Intanto ieri è stata raggiunta un’ntesa tra Cgil, Cisl, Uil e l’assessore al Lavoro Barbieri sugli interventi in materia di politiche attive del lavoro, politiche formative e ammortizzatori sociali in deroga, per fronteggiare la crisi. In un incontro presso l’assessorato le segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil e Barbieri hanno raggiunto un accordo per l’estensione degli ammortizzatori sociali ai precari, ai lavoratori in somministrazione, ai lavoratori delle piccole e piccolissime imprese, ai lavoratori licenziati individualmente e privi di ammortizzatori sociali, nonché interventi a sostegno dei lavoratori in contratto di solidarietà con l’integrazione del reddito perso fino al 20%.


L’intesa - riporta una nota dei sindacati - prevede iniziative formative per la ricollocazione delle disoccupate e dei lavoratori over 50, ma anche per facilitare l'erogazione della Cassa Integrazione e/o mobilità con accordi tra la Regione e gli istituti di credito disponibili.

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