Lunedì 08 Agosto 2022 | 04:22

In Puglia e Basilicata

L'orco di Zapponeta violentava bambini

L'orco di Zapponeta violentava bambini
FOGGIA - Il processo in corso davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Foggia (presidente Elena Carusillo, a latere Mario Talani ed Emilia Di Palma) vede imputate 7 persone accusate a vario titolo di violenza sessuale di gruppo, induzione e sfruttamento della prostituzione e d’aver avuto rapporti a pagamento con una minorenne costretta a prostituirsi dalla zia.
Il racconto choc dei fratellini
Ecco perchè accettai le avance del sindaco
La denuncia degli assistenti sociali

06 Marzo 2009

FOGGIA - Il processo in corso davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Foggia (presidente Elena Carusillo, a latere Mario Talani ed Emilia Di Palma) vede imputate 7 persone accusate a vario titolo di violenza sessuale di gruppo, induzione e sfruttamento della prostituzione e d’aver avuto rapporti a pagamento con una minorenne costretta a prostituirsi dalla zia. Tutti gli imputati - quattro detenuti dal 18 settembre scorso quando furono arrestati dalla squadra mobile - respingono le accuse. Sono due i filoni del processo con la madre dei fratelli, una cartomante, a fare da comune denominatore.

La madre, il padre, un cugino dei due fratellini e il cerignolano Luigi Grassi di 27 anni sono accusati di violenza sessuale di gruppo: Grassi, la madre e il cugino delle vittime per aver partecipato, il padre per non aver impedito che le violenze avvenissero. Il padre è a piede libero (il gip rigettò in settembre la richiesta d’arresto avanzata dal pm proprio rimarcando che da nessun atto d’indagine era emerso che fosse a conoscenza delle violenze).

Il secondo filone dell’inchiesta ruota invece sulla minorenne che sarebbe stata costretta dalla zia cartomante a prostituirsi. Vede imputati con accuse differenti la stessa cartomante; l’ex sindaco di Zapponeta Savino Di Noia di 59 anni ; il toscano Giuseppe De Munari di 58 anni; l’albanese Dritan Abazaj di 25 anni, arrestato nel settembre scorso in occasione del blitz e successivamente posto agli arresti domiciliari. Di Noia e Munari sono accusati di aver avuto rapporti a pagamento con la minorenne costretta dalla zia a prostituirsi: si dicono innocenti e il difensore dell’ex sindaco parla di macchinazione politica con accuse false e calunniose. L’albanese è invece accusato d’aver violentato la minorenne con l’aiuto della zia che quindi risponde di concorso in violenza sessuale e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nei confronti della nipote che le era stata affidata dal Tribunale per i minori. L’inchiesta conta un ottavo imputato, un altro parente dei due fratellini, che all’epoca dei fatti era minorenne e per il quale si celebra un processo davanti ai competenti giudici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725