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Puglia, nessun posto in rianimazione: canosino finisce in Campania

06 Marzo 2009

CANOSA - Ospedale «Caduti di tutte le guerre», Canosa di Puglia. È notte fonda ed un paziente di 69 anni viene ricoverato d’urgenza nel reparto di cardiologia. Passano i minuti, i medici sottopongono il paziente alle cure del caso ma l’uomo, dopo alcune ore, registra un blocco respiratorio. Viene subito intubato: per i medici ha urgente bisogno di essere trasferito in un reparto di rianimazione. Scatta il concitato giro delle telefonate per cercare un posto letto libero, ma, come spesso accade, le risposte negative cominciano ben presto ad accumularsi. Il tempo passa, la tensione sale, e non si stempera nemmeno quando il posto letto viene finalmente trovato. Non ad Andria o a Bari, nè a San Giovanni Rotondo: il posto disponibile non si trova in Puglia ma in Campania, nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Benevento. L’ambulanza, con il paziente intubato e ben assistito, parte alla volta del nosocomio campano: centotrenta chilometri ed oltre, fortunatamente sulla lunga ma comoda striscia di asfalto autostradale. La vicenda è accaduta l’altra notte. A raccontarla, anzi a volerla raccontare è il genero dell’uomo che ha scritto a «Pronto Gazzetta» «affinché chi vuole accorpare e chiudere ospedali, creando in questo modo economie della spesa sanitaria, ci rifletta!». 

Ma ecco il racconto. «Mio suocero è stato ricoverato con urgenza nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Canosa e dopo alcune ore di terapie intensive si è reso necessario intubarlo, perchè non respirava più ed è stato necessario ricoverarlo in rianimazione. I medici e gli infermieri - racconta - si sono impegnati a chiamare quasi tutta la Puglia: da San Severo, a San Giovanni Rotondo, agli altri ospedali della Bat provvisti di rianimazione, fino a Taranto. Ma senza trovare un posto letto. Questa notte insomma la Puglia non aveva un posto letto per mio suocero in rianimazione» riferendosi a gran parte della Puglia, quella «raggiungibile» da Canosa in tempi ragionevoli ed utili per salvare la vita al paziente. 

E nel novero degli ospedali «raggiungibili», fortunatamente uno è spuntato. «Siamo riusciti a ricoverarlo a Benevento grazie alla caparibietà dell’equipe sanitaria, ma mio suocero, che ha solo 69 anni, ha rischiato davvero tanto. Ci pensino quelli che vogliono fare economie sulla nostra salute». 
PAOLO PINNELLI 
• L'assessore Fiore: stiamo intervenendo
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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