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In Puglia e Basilicata

Quattro trapianti in un giorno successo per Policlinico di Bari

Quattro trapianti in un giorno successo per Policlinico di Bari
Una vita spezzata che dà speranza ad altre. Vito muore a 19 anni in un incidente d'auto ed i suoi genitori danno l'assenso all'espianto degli organi, innescando una gara di solidarietà ed impegno per 4 équipe del Policlinico di Bari. E quattro pugliesi possono tornare a sperare
• Ester da Corato: «devastata da una garza dimenticata» 

04 Marzo 2009

di NICOLA SIMONETTI 

Ieri quattro organi trapiantati e, in cardiologia, mentre si «scambiava» un cuore, su altri due pazienti, donne ultraottantenni, si impiantavano, con metodica innovativa, due valvole aortiche. La performance, che non crediamo sia stata raggiunta in altre strutture analoghe, è stata realizzata al Policlinico. 

I TRAPIANTI - Vito Giaquinto, diciannovenne di Montesano, un paesino in provincia di Lecce, coinvolto in un incidente automobilistico è stato il benemerito donatore degli organi. I familiari hanno, con generosità esemplare, acconsentito al prelievo e, in tal modo, è stato possibile, da una giovane vita troncata, ridare un secondo soffio vitale a quattro pers one. Il cuore è stato trapiantato ad un uomo di 54 anni che si trovava, in condizioni precarie, nell’istituto di riabilitazione di Cassano M. Il fegato è stato inserito nell’organismo di un uomo di 60 anni di Lecce, i due reni sono stati trapiantati in un uomo di 53 anni di Taranto e in una donna di 37 anni di Bari. Hanno operato le equipe guidate dai prof. De Luca Tupputi (cuore), Francesco Paolo Selvaggi (reni), Vincenzo Memeo (fegato). L’attività anestesiologica è stata coordinata dal prof. Tommaso Fiore. «Quest’anno – ci dice il prof. Francesco Paolo Schena, coordinatore piano trapianti regionale – abbiamo già eseguito 3 trapianti di fegato (totale, finora, 182), 2 di cuore (l’attività è appena ripresa), 10 di rene (totale 947). Un primo traguardo di 11 donatori per milione di abitanti è raggiunto ma l’obiettivo immediato è 15. Merito è dell’organizzazione data dal direttore generale Vitangelo Dattoli, che ha permesso al Policlinico di tornare alla strategica attività dei trapianti». 

GLI IMPIANTI - Il prof. Luigi De Luca Tupputi ha trattato due donne over 80 anni, il cui cuore era in tilt perché la valvola aortica (interposta tra il ventricolo sinistro e la radice dell’arteria aorta) non riusciva più a funzionare con regolarità e, perché «sbavava», perdendo irrimediabilmente la tenuta. Ed il sangue, in parte, tornava indietro, intasando il ventricol o. Necessario rimpiazzarla ma bisognava individuare una tecnica assolutamente poco invasiva non potendo le pazienti beneficiare di intervento chirurgico classico. Il prof. De Luca, giungeva al cuore a mezzo di un catetere infilato attraverso la femorale, per portare una nuova valvola biologica che ha sostituito quella originale dei cuori delle donne. In precedenza, presso la stessa cardiologia del policlinico, questo intervento, in linea con studi ed indicazioni scientifiche internazionali, era stato già eseguito, con successo, altre otto volte.
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