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In Puglia e Basilicata

Bullismo a Bari, lo sequestrano e gli fanno scrivere: «sono gay»

Bullismo a Bari, lo sequestrano e gli fanno scrivere: «sono gay»
Quattro studenti di un istituto professionale – due di 16 anni, uno di 17 e uno di 15 – sono stati denunciati in stato di libertà dai carabinieri per un episodio di bullismo di cui sarebbe stato vittima un quindicenne che frequenta la stessa scuola. I quattro sono indagati per concorso in violenza privata, minacce, danneggiamento seguito da incendio e procurato allarme
Bari, abusa di baby-sitter figli: indagato

04 Marzo 2009

BARI - Veniva preso di mira da alcuni compagni di scuola per la timidezza e le buone maniere sempre mostrate in pubblico. Il 12 febbraio scorso quattro di loro sono andati ben oltre: allo studente, quindicenne, hanno bruciacchiato giubbotto e pantaloni, lo hanno costretto a firmare un foglio con la frase "sono omosessuale", poi hanno chiamato al telefono i suoi genitori dicendo di averlo sequestrato e pretendendo 50 euro per il presunto rilascio.

 Quattro studenti della provincia di Bari – uno diciottenne da poco, uno di 17 anni e due di 16 – sono stati denunciati per concorso in violenza privata, minacce, danneggiamento seguito da incendio e procurato allarme. 

L'episodio di bullismo, secondo quanto accertato dagli investigatori dopo la denuncia sporta dai genitori della vittima, è accaduto a bordo di un vagone delle Ferrovie del Sud Est. Secondo indiscrezioni, nessuno dei presunti "bulli" sarebbe compagno di classe del quindicenne. Per raggiungere la scuola, un istituto professionale, vittima e aggressori prendevano semplicemente lo stesso treno, nel barese. Oltre al racconto del ragazzino, gli investigatori hanno raccolto la testimonianza di una persona che ha assistito alla scena in cui al quindicenne venivano bruciacchiati il giubbotto e i pantaloni che indossava. 

Dopo il gioco col fuoco, non ancora soddisfatti, i presunti "bulli" lo hanno costretto a firmare un foglio dove c'era scritto "sono omosessuale", per poi togliergli di mano il telefonino. Quindi hanno chiamato i suoi genitori dicendo loro di aver sequestrato il figlio e chiedendo 50 euro per il riscatto, soldi alla fine mai incassati. Ma i genitori del quindicenne, ovviamente preoccupati, si sono presentati alla fermata del treno al ritorno del loro figlio da scuola, tragitto durante il quale il ragazzo era stato vittima delle minacce. 

La coppia si è tranquillizzata solo quando ha visto scendere dal vagone il loro figlio, e poco dopo si è recata alla stazione dei carabinieri per sporgere denuncia. I quattro presunti "bulli" sono stati identificati e hanno ammesso le loro responsabilità, aggiungendo però di non immaginare di aver mortificato a tal punto il quindicenne da essere denunciati. Solo il diciottenne del gruppo aveva avuto problemi con la scuola e stava ripetendo l’ultimo anno; ma le famiglie dei quattro, hanno assicurato gli investigatori, non sono da annoverare tra quelle "a rischio".
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