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Brindisi: «Quelle antenne paraboliche vanno rimosse»

04 Marzo 2009

antennedi PIERLUIGI POTÌ

«Si parla sempre di antenne, ricevitori e, in generale, di inquinamento elettromagnetico. Perchè, al contrario, non si parla mai di quegli orribili “pa - delloni” grigi che, installati su balconi e facciate di tanti palazzi, deturpano il decoro architettonico urbano?». Il fenomeno della “parabolica selvaggia” è il problema trattato nell’odier na puntata del “Pronto Gazzetta”. 
A sollevare il caso ci ha pensato Giuseppe Bruno: «Non ci vuole poi un grande spirito di osservazione - dice - per accorgersi di questa diffusa moda di collocare l’antenna parabolica sulle facciate dei palazzi. Facendo un sia pur minimo di attenzione, ci si può infatti rendere conto da soli che questi anti-estetici padelloni continuano a spuntare ovunque come funghi, rovinando prospettive e profili di numerosissimi edifici (condominiali e non). Giusto per fare un esempio (il più eclatante fra i tanti), provate ad “ammirare” lo spettacolo indecoroso mostrato dalla facciata di quel palazzo che insiste su viale Aldo Moro (di fronte all’ingresso nel rione Sant’Angelo). Non è disgustoso? E, come essa, ce ne sono davvero tante». 
antenne
«A questo punto - sbotta Bruno - mi chiedo: se esiste una legge (perchè esiste, ne sono convinto, malgrado non sappia con precisione quale sia) che sancisce l’obbligo di installare le antenne sul tetto (e, comunque, fuori dal campo visivo che si ha dalla strada o, meglio, dalla pubblica via), non è forse plausibile che essa detti una disciplina generale, valevole per qualsiasi antenna, comprese anche le paraboliche? Mi piacerebbe davvero soddisfare questa mia curiosità, capire cioè se tenere quei “padelloni” sul balcone o sulla parete di un edificio sia consentito o meno». «Francamente - aggiunge - non credo. E, allora, perchè nessuno si attiva per imporne la rimozione e, quindi, per obbligare i trasgressori a rimettere in pristino stato la situazione dei luoghi?».
antenne
«I vigili urbani - conclude - non dovrebbero limitarsi ad elevare multe solo per reprimere abusi edilizi o condotte di guida non conformi alla legge che regola la circolazione stradale, ma anche (perchè no) per punire quest’altro tipo di condotta che, pur avendo (su questo siamo d’accordo) minore rilevanza rispetto agli esempi prima citati, rappresenta pur sempre un abuso. E, soprattutto, un’offesa a quel principio del decoro urbano a cui tutte le amministrazioni devono (o, almeno, dovrebbero) uniformarsi».
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