Domenica 14 Agosto 2022 | 11:45

In Puglia e Basilicata

Travolta da nuove povertà diocesi di Foggia avvia microcrediti

L’arcivescovo Tamburino preoccupato per la disoccupazione in aumento aggravata anche da fenomeni di malavita Oltre al lavoro e la crisi degli alloggi, l'emergenza riguarda la situazione dei nomadi e degli extracomunitari e la dispersione scolastica
• «Le istituzioni tutte hanno il dovere di raccogliere l’allarme»

04 Marzo 2009

mensa dei poveriFOGGIA - La povertà tracima le paratie urbane e sconfina in ambienti dove fino a qualche anno fa era impossibile trovarla. Invece ì lì, non deve essere neanche cercata. Così per far fronte al dilagare del bisogno e dell’ascolto, la Chiesa foggiana scende in campo contro le povertà ed istituisce un “Fondo Diocesano per le emergenze”. 

L’iniziativa, promossa dalla Caritas diocesa, è gestita dalla fondazione «Fasano – Potenza», che già cura una serie di iniziative adottate dalla Caritas anche insieme all’Amministrazione comunale, in collaborazione con le parrocchie presenti sul territorio foggiano. Lo ha reso noto l’Arcivescovo metropolita della Diocesi di Foggia–Bovino, Monsignor Francesco Pio Tamburrino, nel consueto messaggio per la Quaresima 2009 dal titolo “Al passo dei poveri”. Si tratta, soprattutto, di una iniziativa per sostenere le famiglie in difficoltà, con iniziative di microcredito e altri strumenti adeguati ai bisogni. «A situazioni straordinarie – spiega l’arcivescovo metropolita Tamburino - come quella che si è venuta a creare in questi mesi di grave recessione economica mondiale, è necessario rispondere con gesti altrettanto straordinari». 

Seguendo l’esempio dell’apostolo Paolo, infatti, l’Arcivescovo vuole tendere la mano ai poveri: «Egli pensava che la colletta fosse un atto di carità, che crea ‘uguaglianza’, e un modo concreto per rispondere al dono della fede. Il dare con generosità è segno di grazia ed è un ministero della Chiesa: costituisce parte essenziale della risposta cristiana al dono di Dio in Cristo ed è un atto di obbedienza al Vangelo». Un testo totalmente incentrato sul tema delle povertà ma che affronta argomenti scottanti come la disoccupazione, la casa, gli stranieri e la dispersione scolastica. 

«La povertà – dice l’arcivescovo del capoluogo dauno - è indotta e perpetuata da sistemi di ingiustizia che dividono le persone in coloro che hanno e coloro che non hanno. I poveri si sentono oppressi e sfruttati. Essi sono spesso esclusi dalla possibilità di partecipare alle decisioni che riguardano la loro vita. La nostra Chiesa diocesana ha una lunga esperienza delle povertà del nostro territorio. Da anni i problemi posti dalla prolungata disoccupazione, dal lavoro saltuario e da quello minorile sono oggetto delle nostre riflessioni e del nostro impegno. Purtroppo, i problemi economici del nostro territorio si sommano a quelli della malavita, sono aggravati dalle attività criminali che paralizzano e asservono i gangli vitali della società, soffocata dall’usura tra le fasce deboli, il racket tra i commercianti, i vizi nel sistema degli appalti, la devianza minorile, l’insicurezza delle strade e dei quartieri». 

Secondo Tamburrino la loro natura sociale rinvia alla competenza primaria dello Stato, della pubblica amministrazione, della scuola, dell’imprenditoria e dell’eco - nomia e la comunità ecclesiale chiede e attende la sinergia di tutte le istituzioni della comunità civile. Tra i passaggi più forti del messaggio, ossia la carenza abitativa, l’Arcivescovo scrive: «La richiesta di alloggi accomuna indigenti, italiani di ceto medio-bassi e stranieri. La situazione logistica della nostra città non è certo delle più facili. I proprietari di appartamenti liberi, preferiscono non darli in affitto per timori vari e, per converso, quelli offerti in locazione hanno costi più che elevati, non sempre proporzionati al valore dell’immobile e, ancor meno, alle possibilità economiche degli eventuali locatari. Anche gli stranieri – aggiunge - chiedono aiuto per poter reperire in affitto un alloggio a ‘misura d’uomo’. 

Purtroppo, agenzie immobiliari e privati, rifiutano di affittare case a stranieri pur provvisti di regolare permesso di soggiorno e di busta paga attestante la condizione lavorativa. I clandestini, poi, dai datori di lavoro vengono spesso illusi con la promessa di una prossima regolarizzazione con le quote lavoro e il soggetto in questione, sperando di poter beneficiare del tanto auspicato ‘Permesso di soggiorno’, si adatta ad ogni disagio economico e logistico». 

Un altro punto sul quale si è soffermato monsignor Tamburrino è quello riferito alla dispersione scolastica, un fenomeno presente nei vari gradi di istruzione, dalla scuola elementare alla scuola media di primo e secondo grado: «Facile conseguenza della dispersione scolastica – ha affermato l’Arcivescovo - è la mancanza di responsabilità, la pretesa di un dovuto assistenzialismo. Compito precipuo della Chiesa è la funzione pedagogica e la promozione degli ultimi, attraverso quella pedagogia dei fatti, che educa alla legalità, alla giustizia e ad un impegno serio e responsabile, alla cittadinanza attiva. In tutte le vecchie e nuove forme di povertà è facilmente riscontrabile l’assenza di ogni forma di cultura e di educazione allo spirito di sacrificio, inseparabile da un serio e responsabile impegno e scolastico o lavorativo che esso sia». 

Il numero di Conto Corrente Postale sul quale è possibile effettuare delle donazioni in favore del “Fondo Diocesano per le Emergenze”: ccp n. 41374539.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725