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In Puglia e Basilicata

Puglia, altri 160mln contro la crisi

Puglia, altri 160mln contro la crisi
Inizia la fase due del piano di sostegno, in arrivo gli aiuti allo «start up» delle piccole aziende. E Frisullo a Fitto: discutiamo sui fondi Ue, qui stiamo investendo
• Mele: «Ecco le nuove opere finanziate in Puglia»

04 Marzo 2009

di BEPI MARTELLOTTA 

BARI. La più imponente manovra anti- crisi messa in atto da una Regione, con 10 bandi aperti e uno stanziamento pubblico che oggi arriva a quasi mezzo miliardo di euro (465,7 milioni di euro). Il vicepresidente della Puglia Sandro Frisullo aggiunge nuovi tasselli alle misure anti-cicliche varate lo scorso novembre dalla giunta (ovvero sette bandi e due regolamenti per 356 milioni di euro), con tre nuovi bandi per 160 milioni, di cui uno inaugura la seconda fase del piano anti- crisi concepito dal governo Vendola, quello che interviene a sostegno di specifici settori. L’ultimo impegno che la Giunta si appresta a varare entro un mese riguarda il bando legato al regolamento «Start up per le microimprese», che porterà la manovra a quota 515,7 milioni di euro. L’occasione della presentazione delle nuove misure, i cui dettagli sono stati forniti dal direttore dell’area Sviluppo Davide Pellegrino, cade in un momento di passaggio fondamentale per le Regioni. Da un lato la rimodulazione dei fondi Fas decisa dal governo, parte dei quali finanzierà gli ammortizzatori sociali, dall’altro l’annuncio da parte del ministro agli Affari regionali Raffaele Fitto di voler rivedere tutta la partita finanziamenti dall’Ue nella nuova programmazione 2007-2013, onde uniformare i progetti delle Regioni. 

Sul tema, Frisullo corregge il tiro del segretario regionale del suo partito, il Pd. Emiliano, infatti, nei giorni scorsi aveva attaccato Fitto definendolo un «ascaro» che avrebbe «svenduto il Sud» e per il quale non può che provarsi «vergogna», ma Frisullo preferisce lanciare un appello affinché il confronto venga riportato sul tavolo tecnico e liberato dalla contesa politica. Fitto, interpellato dalla «Gazzetta», per ora preferisce non rispondere. 
«Dico a Fitto, troviamo un terreno di confronto utile, produttivo, al di là degli slogan. Definiamo un tavolo di confronto tecnico, misuriamoci sulle esperienze concrete: il problema della quantità e della qualità della spesa è argomento troppo serio per piegarlo dentro la polemica anche domestica. Se c’è necessità di centralizzare la spesa onde accelerarla, vediamo quello che non va. Per quanto riguarda la Puglia - rivendica con orgoglio l’assessore allo Sviluppo - da qui possiamo dire al Paese senza enfasi che c'è un pezzo diMezzogiorno che innova, che si muove. In soli 8 mesi abbiamo mobilitato una somma ragguardevole, dando prova di saper spendere in fretta e di spendere bene». 

Dai contratti di programma (a livello nazionale «contratti di sviluppo» bloccati nella trattativa governo-Regioni) ai sostegni all’industria (con la legge 181 rimasta senza fondi), la Puglia - sostiene Frisullo - sta proponendo un ventaglio di incentivi e sostegni «unico in Italia». E, per questo, sarebbe «arbitrario » partire dal preconcetto che il Sud non sa spendere e che è necessario per lo Stato intervenire. «Misuriamo anche la qualità della spesa da parte dello Stato e chiedo - incalza Frisullo - che fine hanno fatto i 7,5 miliardi del Pon ricerca, che sono nella titolarità del governo e dei quali non sappiamo più nulla. In un momento del genere sarebbe un delitto continuare a tenerli fermi e ricordo che alla Puglia spetterebbe il 23% della intera somma, soldi decisivi per l'innovazione del sistema delle imprese». 

E ancora, «è slittata nuovamente la riunione Cipe che avrebbe dovuto decidere sulle annualità 2007-2008, abbiamo 800 milioni alle nostre spalle di cui non c’è traccia». In tale stato, la Puglia sta comunque spendendo: dal 19 gennaio, giorno di apertura dei primi bandi, sono arrivate 20 domande dalle grandi imprese per i contratti di programma e 35 dalle medie imprese per i Pia. Insieme, comportano 220 milioni di fondi pubblici e oltre 1miliardo di investimenti, segno del fatto che «la Puglia è attrattiva». Ebbene, spigega Frisullo, «se le domande si rivelassero tutte ammissibili, abbiamo già esaurito i fondi». A maggior ragione, dunque, «mi pare un pò strano immaginare di centralizzare i fondi Ue mentre è in corso u n’attività intensa di impegni e di spesa. Ciononostante, sono pronto ad un confronto senza polemiche, analitico, sul da farsi».
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