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L'aggressione a scuola

Foggia, manda in ospedale
il vicepreside: «Chiedo scusa»

L'uomo, tramite il suo avvocato, ha fatto sapere di essere pentito: non volevo aggredire il professore colpevole di aver rimproverato il figlio

violenza pugno

Si è scusato tramite il suo avvocato e fa sapere di essere pentito, l’uomo che sabato scorso ha aggredito e picchiato il vicepreside della scuola Murialdo di Foggia procurandogli lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. "Il mio assistito - ha dichiarato l’avvocato, Antonietta de Carlo - è pentito e chiede scusa a tutti. Non aveva intenzione di colpire il professore; non sa cosa gli sia accaduto». «E' profondamente pentito - conclude - e per questo chiede scusa a tutti. E lo faremo anche ufficialmente con una lettera».

Non si sono ancora incontrati e non hanno ancora avuto modo di parlarsi direttamente. Forse lo faranno tra qualche giorno. Per il momento stiamo preparando la lettera di scuse che verrà inviata al vicepreside e alla scuola». Lo rende noto all’ANSA l’avvocato Antonietta De Carlo, difensore del genitore che sabato mattina ha aggredito il vicepreside della scuola 'L. Murialdò di Foggia che il giorno prima aveva rimproverato il figlio dell’uomo, un 38 enne.

«Per il momento - ha detto l’avvocato - abbiamo pensato di evitare che si incontrino, facendoci precedere dalla lettera di scuse per il gesto che il mio cliente ha compiuto nei confronti del professore. E’ sinceramente pentito per l’aggressione che forse è scaturita dal pianto del figlioletto che ha riferito di essere stato strattonato dal vicepreside. Un gesto, poi, senza dubbio spropositato, del quale si è pentito e per il quale vuole chiedere scusa». A proposito di eventuali ripercussioni a livello giudiziario, l’avvocato De Carlo ha dichiarato che il suo cliente «non è stato raggiunto da nessun provvedimento cautelare».

L'uomo, che è indagato per lesioni aggravate, si è reso responsabile della violenta aggressione avvenuta sotto gli occhi dei suoi alunni. Vittima, ricordiamo, il prof, Pasquale Diana, colpevole di aver rimproverato il figlio del suo aggressore perchè all’uscita da scuola spingeva e rischiava di far cadere le compagne in fila davanti a lui: il professore ha preso per il braccio il ragazzo e lo ha allontanato dalla fila. A casa l’undicenne avrebbe invece raccontato che il professore lo aveva picchiato. Senza verificare la versione del figlio, il giorno successivo, sabato scorso, l’uomo si è precipitato a scuola e si è scagliato contro il prof che, sentendo voci concitate nel corridoio, si era affacciato dall’aula dove stava per iniziare la lezione. Il vicepreside non ha reagito nel timore di spaventare ancora di più i ragazzi che erano in classe. A nulla è valso l’intervento dei collaboratori e dei docenti presenti che, vista la rapidità con cui si è mosso il genitore, non sono riusciti ad evitare l'aggressione. «Quelli di Foggia sono fatti gravi. La violenza fisica o verbale non è mai tollerabile. E lo è ancor meno quando si verifica all’interno di una scuola», ha detto la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Il prof ha ricevuto la solidarietà di colleghi e, soprattutto, degli studenti che gli continuano a inviare sul cellulare messaggi pieni di affetto. Il vicepreside aggredito non vede l’ora di incontrarli per spiegare loro quello che è accaduto.

«Non ho reagito - racconta Pasquale Diana - perchè avevo gli occhi del figlio di chi mi stava aggredendo e dei miei ragazzi addosso. Noi abbiamo fatto tante lezioni sul rispetto delle regole e sul linguaggio non violento, reagendo avrei annullato tutto quello che avevo cercato di insegnare loro e non me lo sarei mai perdonato». Diana ha ricevuto una telefonata del ministro Fedeli: «le ho detto - racconta - che noi insegnanti siamo in trincea, in prima linea e occorre che finalmente ci sia un giusto riconoscimento per il ruolo che viene svolto dagli insegnanti»

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