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In Puglia e Basilicata

«Il depuratore di Manduria, non può scaricare nella marina di Avetrana»

«Il depuratore di Manduria, non può scaricare nella marina di Avetrana»
La denuncia è di due assessori di Avetrana, Enzo Tarantino ed Antonio Baldari, contro Aqp e comune di Manduria. «Perché secondo qualche “scienziato” l’ambiente va salvaguardato e i depuratori ci vogliono, purché vengano costruiti lontano e magari dietro la camera da letto del vicino»

03 Marzo 2009

mappa tarantinaDue assessori sul piede di guerra. Enzo Tarantino ed Antonio Baldari, assessori del comune di Avetrana stanno portando battaglia all'Aqp e i comuni di Sava e Manduria contro il progetto di un depuratore che dovrebbe servire a scaricare i reflui dei comuni di Sava e Manduria non a ridosso dei due comuni, ma nella marina di Avetrana. «Il problema serio di una comunità, è stato risolto con la creazione di un altro problema, altrettanto serio, alla comunità vicina – scrivono in una nota i due assessori - Perché secondo qualche “scienziato” l’ambiente va salvaguardato e i depuratori ci vogliono, purché vengano costruiti lontano e magari dietro la camera da letto del vicino. A poco importa se vengono dilapidate ingenti risorse pubbliche per realizzare chilometri e chilometri di inutili condotte; a poco importa se le stesse attraversino o lambiscano aree che poco tempo prima ci si è affannati a far dichiarare protette. Quello che conta è che si vada avanti, per far si che gli amministratori dei territori coinvolti incassino un improbabile risultato politico; l’Acquedotto Pugliese ricavi i maggiori utili con minori costi; la Regione Puglia recuperi terreno sull’atavico ritardo che caratterizza la sua programmazione». 

Al centro della diatriba dunque un depuratore che dovrebbe servire Sava e Manduria, ma che facendo scarico di reflui nella marina di Avetrana, comprometterebbe inevitabilmente zone balneabili di pregio e di altri. 

«Non c'è alcuna ragione tecnica che giustifichi detta ubicazione» dicono i due assessori che non solo eccepiscono sulle scelte che penalizzerebbero gli avetranesi, ma sul progetto stesso che non prevede ad esempio un trattamento delle acque ed il loro riuso, ma solo lo scarico a mare. Un mare quello di Specchiarica a ridosso della zona turistico residenziale Ulmo Belsito, dove si recano gli abitanti di Avetrana, ed escludendo invece la località balneare di di S. Pietro in Bevagna e Borraco dove si bagnano i manduriani. 

«La folle corsa di questa macchina va fermata a tutti i costi!» scrivono gli assessori, che chiedono alleanze anche agli altri comuni vicini, tanto più che sino ad ora i loro tentativi di bloccare il progetto sono rimasti lettera morta. «In apposita conferenza di servizi convocata su iniziativa del Comune di Avetrana presso la Regione Puglia, il 28 luglio scorso, ci siamo sentiti opporre un “no” categorico da Aqp per la modifica del progetto, in quanto ulteriori ritardi avrebbero potuto compromettere il relativo finanziamento comunitario. Ora l’auspicio è che ci si muova in sinergia in modo che, quella del Comune di Avetrana, che per altro ha già interessato la competente magistratura, non rimanga una voce isolata anche in quest’ultima sede».
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