Martedì 16 Agosto 2022 | 11:49

In Puglia e Basilicata

Bisceglie, il parroco chiede:  «Dateci l’ex Orfanotrofio»

Lo stabile rimasto disabitato ormai da circa trent'anni è vincolato come bene monumentale. Don Ferdinando Cascella dell’attigua chiesa di San Lorenzo, ha chiesto la concessione a titolo gratuito dell’immobile per mezzo secolo in cambio del suo recupero (foto)
• Medico facoltoso lo trasformò in Opera Pia

03 Marzo 2009

orfanotrofiodi LUCA DE CEGLIA 

BISCEGLIE  - Si è scritto all’in - finito e per molti anni della decadenza e del degrado in cui, nel centro della città, versa l’impo - nente palazzo che fino alla sua chiusura per inagibilità ordinata dal sindaco Ricchiuti nel 1982 fu sede dell’orfanotrofio «dott. Pietro Bombini». Ora è stata intrapresa un’altra soluzione per riportare quell’immobile alla funzionalità, forse con scopi assistenziali diversi. Infatti don Ferdinando Cascella, nuovo e giovane parroco dell’attigua chiesa di San Lorenzo, ha chiesto la concessione a titolo gratuito dell’immobile per mezzo secolo in cambio del suo recupero. Di conseguenza l’amministratore straordinario dell’ente «Bombini», dott. Bardino Picca, ha deliberato la richiesta alla Regione dell’autorizzazione per concedere l’immobile in comodato d’uso ed a spese del comodatario. orfanotrofio
L’Ente Ipab è rimasto in vita a gestire quelle stanze vuote e altre proprietà. Si era sollecitato il recupero dell’ex orfanotrofio di antica fondazione. Ma ogni volta ostacoli spesso “inlorizzò la sua storia attraverso la pubblicazione di una tesi curata dalla dottoressa Marzia Mazzone presso l’Università di Napoli. Lo stabile rimasto disabitato ormai da circa trent'anni è vincolato come bene monumentale. visibili” o cavilli giuridici hanno frenato, per esempio, l’ipotesi di fusione del “Bombini” con l’altra Ipab “principessa Jolanda” anch’essa in vita solo giuridicamente, al fine di realizzare poi una casa di riposo per anziani. Spunta adesso l’intervento di don Ferdinando. L’unico tentativo concreto di eliminare perlomeno le infiltrazioni dai lastrici solari ed i pericoli statici dell’immobile di via San Lorenzo fu messo in atto con alcuni lavori urgenti disposti nel 2000 dal commissario straordinario Francesco Spina(attuale sindaco). I fondi per la ristrutturazione furono ricavati dall’alienazione di alcuni beni immobili di proprietà dell’Ente. 
Lo stesso Spina propose un piano di rilancio e, su sua richiesta alla Regione Puglia, evitò l’estinzione della Casa della fanciulla “Bombini” e ne valorizzò la sua storia attraverso la pubblicazione di una tesi curata dalla dottoressa Marzia Mazzone presso l’Università di Napoli. Lo stabile rimasto disabitato ormai da circa trent'anni è vincolato come bene monumentale.
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