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In Puglia e Basilicata

Droga, 31 arresti 200 mila € al mese

Droga, 31 arresti 200 mila € al mese
Le indagini, condotte dalla compagnia di San Severo e coordinate dalla procura della Repubblica di Foggia, hanno consentito di accertare che l'organizzazione criminale si riforniva di cocaina in Olanda e la vendeva nel Foggiano, nel Molisano ed nel territorio abruzzese
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03 Marzo 2009

SAN SEVERO (FOGGIA) – Vendevano tre chili di droga ogni dieci giorni e "fatturavano" circa 200 mila euro al mese: era questo – secondo l’accusa – il giro d’affari della banda di spacciatori di sostanze stupefacenti smantellata stamattina dai carabinieri del comando provinciale di Foggia con 31 arresti eseguiti e con altre cinque persone irreperibili. 

Il gruppo era ben ramificato e riforniva di droga oltre a San Severo, i contigui comuni molisani, le città abruzzesi di Pescara, Montesilvano, Ordona e San Salvo e anche Pesaro. Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati, grazie a contatti con cittadini marocchini, radicati in Spagna ed in Olanda, si approvvigionavano di cocaina direttamente nei Paesi Bassi. Secondo gli investigatori, il gruppo disponeva di una base logistica in una località della Germania, a circa 65 chilometri dal confine con l’Olanda, dove i corrieri potevano predisporre le autovetture impiegate per il trasporto, ricavando appositi vani per nascondere lo stupefacente. 

La cocaina veniva acquistata a 28 mila euro al chilogrammo e rivenduta sul mercato ad un prezzo raddoppiato. «E' stata una operazione ponderosa – ha sottolineato il procuratore di Foggia, Vincenzo Russo – per il numero delle persone coinvolte, per il quantitativo di stupefacente, anche sequestrato, per i collegamenti internazionali oltre che nazionali che ci sono stati tra le varie persone coinvolte». 

«Come procura e come forze dell’ordine abbiamo il controllo del territorio – ha proseguito – ma siamo preoccupati perchè, malgrado la frequenza di queste operazioni, se i fenomeni continuano a verificarsi in maniera così diffusa, evidentemente non è soltanto un problema di controllo di territorio o di operatività, evidentemente c'è dell’altro: manca il controllo sociale, quello politico, quello familiare, quello delle scuole e quello delle altre istituzioni». 

Le indagini, coordinate dal pm inquirente Alessandra Fini, sono state avviate nel dicembre del 2006 ed hanno consentito di delineare i contorni della banda i cui aderenti – secondo la procura – gravitavano attorno alla figura carismatica di Franco Nardino, pluripregiudicato scarcerato nell’agosto del 2006 dopo aver scontato la pena di 14 anni per traffico di droga e associazione mafiosa.
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