Martedì 09 Agosto 2022 | 21:42

In Puglia e Basilicata

Rifiuti abbandonati in centro nei guai vertici Asl di Trani

di NICO AURORA
Ci sono sei persone indagate, fra le quali anche il direttore generale dell’Asl Bat, Rocco Canosa. A pochi metri da ospedale e Pronto soccorso, tra i cumuli, sono stati rinvenuti inerti, plastica, gomma, materiale ferroso, vetro, frigoriferi ma anche apparecchi del tipo elettromedicale

03 Marzo 2009

sequestro Tranidi NICO AURORA

TRANI - Ci sono sei persone indagate, fra le quali anche il direttore generale dell’Asl Bat, Rocco Canosa, nel fascicolo aperto dalla magistratura relativo al sequestro penale, compiuto ieri dalla Polizia municipale di Trani, di due aree adiacenti l’ospedale “San Nicola Pellegrino”. Agli indagati si contesta la responsabilità, in concorso, di reati ambientali ed in tema di sicurezza del lavoro. 
L’intervento degli agenti della polizia locale, in particolare, riguarda due aree esterne recintate. La prima, di 175 metri quadrati, fa parte del parcheggio fra via Falcone e via Trombetta: il provvedimento di sequestro riferisce di “un deposito incontrollato di rifiuti speciali miscelati tra di loro”. La seconda è il cantiere edile del nuovo Pronto soccorso, definito “in stato di abbandono”, di oltre 300 metri quadrati. Anche qui si contesta la presenza di una discarica di rifiuti speciali a cielo aperto. 

In particolare, in entrambi i luoghi, sono stati rinvenuti inerti provenienti da lavori di demolizione, plastica, gomma, materiale ferroso, vetro, frigoriferi, apparecchi del tipo elettromed icale. Presso il cantiere del Pronto soccorso, inoltre, la Polizia municipale ha rilevato che «era mancante il cartello obbligatorio indicante gli estremi dei lavori in esecuzione», come anche che «il perimetro esterno del cantiere edile, delimitato da ponteggio metallico e plastificato, presenta due varchi di potenziale passaggio e accesso a terzi tali da non assicurare e garantire la sicurezza del cantiere». 
rifiuti per strada a Trani
Altra censura mossa, «nessuna figura del cantiere edile era presente sul posto». In altre parole, un cantiere incustodito e trasformato in ricettacolo di rifiuti, parte dei quali accatastati alla meno peggio anche nella vicina area parcheggio. Le operazioni di sequestro sono state dirette dal comandante della Polizia locale, Antonio Modugno. I vigili urbani sono entrati in gioco all’indomani della lettera con cui il sindaco lamentava, presso il direttore generale, i presunti gravi ritardi dei lavori del nuovo Pronto soccorso. Il primo cittadino, che poneva in risalto anche l’insufficienza della sede provvisoria dello stesso Pronto soccorso, anticipava la possibile emanazione di provvedimenti in qualità di massima autorità cittadina. Infatti, sono arrivati i sigilli e, con quelli, gli avvisi di garanzia per sei persone. 

Oltre il direttore generale, risultano indagati il direttore amministrativo dell’Asl Bat, Nicola Silvestri, quello sanitario, Francesco Polemio, il responsabile del procedimento, Vincenzo Altamura, il direttore dei lavori, Dino Bonadies, l’amministratore unico dell’impresa esecutrice, Federico Vitobello. Alla stessa impresa, tuttavia (si tratta della Mafra, di Somma Vesuviana), la direzione generale dell’Asl Bat imputa precise contestazioni, precisando che «già nei giorni scorsi è stata avviata la richiesta di esecuzione in danno per ritardo dei lavori relativi ai gas medicali. Le aree sequestrate - si legge inoltre in una nota - sono entrambe di cantiere: nel contratto di appalto sottoscritto dalla ditta Mafra è precisato che la stessa ditta assume la piena responsabilità della pulizia delle aree e dello smaltimento dei rifiuti».
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