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In Puglia e Basilicata

Bari, post summit: lo staff di  Medvedev in volo con le orecchiette

Parla padre Vladimir Kuchumov rettore della chiesa russa consegnata dallo Stato italiano al Patriarcato russo di Mosca: il mio giorno dopo la grande festa. «E' come se stessi ancora volando». «Le nostre porte saranno aperte, non solo a russi e pellegrini, ma a qualsiasi persona che ama san Nicola»

03 Marzo 2009

chiesa russa a BAridi NINNI PERCHIAZZI

BARI - «Oggi non cammino. Io sto volando». Padre Vladimir Kuch u m ov non ha ancora smaltito stanchezza ed emozione all’indo - mani della cerimonia solenne che ha sancito il passaggio della chiesa russa di san Nicola Taumaturgo situata al quartiere Carrassi dallo Stato italiano alla Federazione Russa. Domenica il 46enne rettore della chiesa russa - dal 1999 rappresenta il patriarcato di Mosca a Bari - ha ricevuto nelle sue mani la simbolica chiave d’argento del luogo di culto ortodosso dal presidente della Federazione russa Dimitri Medvedev, al quale a sua volta era appena stata donata dal presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano. 

«È stata un’emozione unica, devo ancora capire cosa è successo. Sono stanco. Stamattina (ieri, ndr) ho accompagnato lo staff presidenziale all’aeroporto. L’aereo è partito per metà carico di funzionari governativi, per l’altra metà a bordo c’erano vino, olio, orecchiette, mozzarelle e ogni bendiddio delle specialità locali». 

Ha dato consigli? «Conoscevano già i negozi dove approvvigionarsi. Quando sono venuti a dicembre per organizzare l’incontro (che poi è saltato per la morte di Alessio II) hanno molto apprezzato le specialità baresi». 
Quali sono le sensazioni del giorno dopo? «Sembra tutto normale. I nostri vicini, gli uffici della circoscrizione sono sempre al loro posto. Andranno via a giugno». 
È iniziata una nuova era? «Materialmente avverrà dopo la liberazione materiale dei locali. Spiritualmente è già iniziata. Ho già detto che la donazione della chiesa non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza di una nuova storia tra la nostra gente e i baresi». padre Vladimir Kuchumov
Ha colto gli umori della gente? «La gente del quartiere è venuta a salutarmi, a complimentarsi, mi sembrava contenta. Mi hanno detto tante belle parole». 
L’evento che risonanza ha avuto in Russia? «È stato un grande successo a livello mediatico. I giornali ne parlano diffusamente e anche le televisioni hanno trasmesso numerose immagini dell’incontro. Tanta gente, poi, mi ha chiamato». 
La cerimonia, cosa ricorda? « Anche chi ha partecipato allo cambio è stato coinvolto. L’evento barese non è stato vissuto in modo formale dagli stessi funzionari, che sono fedeli. Essere a Bari per loro è stato un punto d’onore» . 
Ha parlato col presidente? «È molto devoto, era commosso. Quando è entrato in chiesa i suoi occhi hanno rivelato la sua emozione». 
Che progetti ha? L’idea è di ospitare oltre a una foresteria per i pellegrini, un centro per la cultura russa, un museo, un punto di riferimento per gli scambi tra gli stessi pellegrini». 
Nessun effetto clausura? «Le nostre porte saranno aperte, non solo a russi e pellegrini, ma a qualsiasi persona che ama san Nicola. Bari non perde niente, ma si arricchisce con un’ambasciata spirituale che unisce i popoli». 
Bari diventa davvero la città più russa d’Europa? «In due anni sono stati qui due presidenti russi, Putin e Medvedev. È una cosa incredibile, Bari che prima era fuori dagli itinerari politici, adesso è uno dei luoghi del mondo dove ortodossi e cattolici collaborano tra loro». 
Tutto in nome di san Nicola. «È questa la forza di san Nicola, ma anche la speranza».
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