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In Puglia e Basilicata

Potenza: al 91° battaglione i militari tornano a ramazzare

Potenza: al 91° battaglione i militari tornano a ramazzare
di MASSIMO BRANCATI
Nella caserma lucana le pulizie, affidate da sempre alla società «Il Samaritano», saranno svolte direttamente dai militari: lo ha disposto il comando di Capua per dei tagli finanziari, con la conseguenza che 8 lavoratrici perderanno il posto
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03 Marzo 2009

di MASSIMO BRANCATI 

POTENZA - Una volta c’era il caporale di ramazza, che sovrintendeva alle pulizie fatte dai soldati di leva. Oggi che la leva non c’è più, i militari professionisti tornano a pulire le caserme. Si fa per compensare i tagli ai bilanci della difesa, ma non senza contraccolpi sui civili. L’ultimo caso riguarda il 91° battaglione di Potenza, dove le pulizie, affidate da sempre alla società «Il Samaritano», saranno svolte direttamente dai militari: lo ha disposto il comando di Capua, con la conseguenza che 8 lavoratrici perderanno il posto. È un segno dei tempi che cambiano. In Italia, secondo la Filcams Cgil, negli ultimi anni alcune centinaia di lavoratori hanno perso il proprio posto di lavoro in caserma: pulire, cucinare, rifare letti sono tutte mansioni che ormai stanno tornando ai soldati. Ieri a Potenza le 8 lavoratrici hanno manifestato davanti alla caserma con cartelli che sintetizzano tutta la loro rabbia: «L’esercito licenzia», «Che fine hanno fatto gli impegni presi dal ministero?». 

«È una decisione inaspettata - sottolineano le lavoratrici, che continueranno il presidio ad oltranza in attesa di un incontro richiesto al prefetto di Potenza - arrivata come un fulmine a ciel sereno, visto che nella trattativa al ministero della Difesa si era individuata una soluzione che confermava la riduzione di risorse del 30-40% e un ridimensionamento del servizio di pulizie al massimo del 50% rispetto all’anno precedente». La vicenda, al di là dei contorni sociologici che richiamano situazioni di altri tempi, potrebbe avere conseguenze più ampie. Il taglio del servizio di pulizia potrebbe infatti essere un altro passo verso la chiusura della caserma di Potenza. È quanto sottolinea anche Rocco Della Luna, segretario regionale della Uil-Tucs che, nell’evidenziare come in altre caserme non siano stati internalizzati i servizi, teme che ci si trovi di fronte a un percorso senza via d’uscita. 

«La nostra preoccupazione - dice - è che il 91° sia ormai prossimo a chiudere». Preoccupazione alimentata dall’indiscrezione secondo cui non sarebbe in programma l’arrivo di altri contingenti oltre a quello che proprio oggi dovrebbe partire. «Ci saranno - evidenzia Della Luna - effetti immediati anche sul servizio mensa, con un taglio netto al personale. Oggi ci lavorano circa dieci persone, quasi tutte a tempo pieno». 

Il rischio di chiusura della caserma è un tema che riemerge ciclicamente. Se n’è parlato a più riprese grazie soprattutto all’interessamento dell’ex parlamentare Giuseppe Molinari, che aveva segnalato il pericolo in tempi non sospetti. «Siamo preoccupati - aggiunge Della Luna - perché l’eventuale chiusura della caserma produrrebbe riflessi negativi non solo sul fronte occupazionale ma anche sotto l’aspetto sociale ed economico di una regione che sta subendo tutta una serie di contrazioni. Chiediamo - conclude - un intervento forte delle istituzioni, a cominciare dalla Regione e dai parlamentari per scongiurare una decisione del genere». Rischio reale di chiusura o preoccupazione infondata? Dagli ambienti militari prosegue la linea del silenzio.
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