Martedì 09 Agosto 2022 | 21:20

In Puglia e Basilicata

Bari città ponte tra Italia e Russia

Bari città ponte tra Italia e Russia
di MICHELE PARTIPILO
Ieri San Nicola ha avuto l’omaggio formale anche di due capi di Stato - Napolitano e Medvedev - che si sono incontrati per restituire la chiesa ortodossa di Bari al patriarcato di Mosca
• La gente di Carrassi su un «treno» carico di tanti ricordi
• «Ora facciamo presto per la caserma Rossani»
• IL COMMENTO (di Marolla): Ma forse i baresi si aspettavano di più
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02 Marzo 2009

Napolitano Medvedev consegna chiavi chiesa russadi MICHELE PARTIPILO 

A San Nicola sono tutti un po’ devoti. I cattolici, perché ritengono sia stato un grande vescovo difensore della fede e dei bambini; gli ortodossi perché rappresenta al meglio il tramite fra la Terra e il Cielo; gli atei, che ogni anno lo venerano sotto le mentite spoglie di Babbo Natale, dando vita ai riti più costosi e prosaici che si possano immaginare. Il grande segreto del fascino nicolaiano sta nelle poche notizie certe su di lui e quindi nell’ab - bondanza di leggende. Quasi un personaggio fiabesco, che per questo piace e ben si presta tanto a essere interpretato in chiave consumistica quanto in chiave di mistero. E ieri San Nicola ha avuto l’omaggio formale anche di due capi di Stato - Napolitano e Medvedev - che si sono incontrati per restituire la chiesa ortodossa di Bari ai legittimi proprietari, cioè al patriarcato di Mosca. Un gesto simbolico di grande significato in questo momento in cui il rispetto delle diversità incontra sempre maggiori ostacoli e le differenze vengono tutte appiattite nella superficialità di analisi e comportamenti. Bene ha fatto il presidente italiano a sottolinearlo nella cerimonia di consegna delle chiavi della chiesa. Bene ha fatto l’ospite russo a ricordare la forza del dialogo attraverso il canale religioso.

Anche nei tempi più bui dei rapporti fra l’Unione Sovietica e l’Occidente filo-americano, Bari è riuscita a restare una porta aperta, un luogo dove l’incontro non omologa e le differenze sono un val ore. E ieri il paziente lavoro di tessitura ha portato a un primo risultato, un gradino importante dal quale si pensa possano partire percorsi con traguardi ambiziosi. Non a caso c’era molta attesa per conoscere il messaggio del papa. 
baresi dinanzi la chiesa russa
«Questa bella Chiesa risveglia in noi la nostalgia per la piena unità e tiene vivo in noi l’impegno a lavorare per l’unione tra tutti i discepoli di Cristo», ha mandato a dire il pontefice. Dietro le quinte della restituzione della chiesa russa c’è un intreccio di iniziative che puntano ormai senza più mistero all’incontro fra Benedetto XVI e Kirill, il neoeletto patriarca di Mosca. L’incontro, davvero storico dopo lo scisma del 1054, potrebbe avvenire più facilmente se si svolgesse in campo neutro: non a Roma, né a Mosca, perché entrambe le sedi indicherebbero la simbolica sottomissione di uno dei due capi spirituali, ma a Bari e proprio nel nome di San Nicola, il vescovo che - si dice - durante il Concilio di Nicea abbia preso a schiaffi Ario, monaco eretico. 

Oggi le possibilità di un incontro sembrano assai più concrete, non solo perché è mutato il quadro politico, ma soprattutto perché sono cambiati gli uomini. A capo della Chiesa ortodossa non c’è più il rigido Alessio II che aveva sempre impedito una visita di Giovanni Paolo II in Russia, ma il dinamico Kirill. E a Roma non c’è più un «pericoloso» trascinatore di folle come Karol Wojtyla, ma un sobrio teologo ben attento a preservare le identità e a custodire le differenze. Dunque, niente rischi di riavvicinamenti confusi sotto il segno del «volemose bene» e alla faccia di mille anni di storia. 

Ma la cerimonia di ieri è stata importante anche per la città. Non solo perché ha visto ribadita e consacrata l’antica vocazione a essere luogo di incontro e di confronto, ma perché ha dimostrato che alla fine i progetti - fossero anche quelli delle divine cose - camminano sulle gambe degli uomini. Due in questo caso: l’ex sindaco Di Cagno Abbrescia che nel 1998 avviò il dialogo con Mosca, l’attuale sindaco Emiliano che con caparbietà ha proseguito su quella strada, superando difficoltà d’ogni genere, fino a temere - quando alla vigilia del 6 dicembre la morte di Alessio II bloccò la visita di Napolitano e Medvedev - che San Nicola non gradisse la restituzione della chiesa. Forse perché quel 6 dicembre era diventata una data caricata di troppi significati (era prevista anche la riapertura del Petruzzelli) e San Nicola - si dice - sarebbe geloso della sua figura di santo di tutti, ma non per tutto. Ieri, invece, tutto è filato liscio, per la gioia di atei, cattolici e ortodossi.

• La cronaca della giornata
• La gente di Carrassi su un «treno» carico di tanti ricordi
• «Ora facciamo presto per la caserma Rossani»
• IL COMMENTO: Ma forse i baresi si aspettavano di più
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