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In Puglia e Basilicata

Lucera-Haiti, nasce ponte di solidarietà per adozione a distanza

01 Marzo 2009

di LUCIA LA GATTA 

LUCERA - C’è un invisibile ma solido ponte di grande solidarietà che lega Lucera ad una piccola cittadina di Haiti, dall’al - tra parte del mondo. Una solidarietà che promette di non fermarsi qui e che ha tra i protagonisti il lucerino Gianluca Montepeloso, giovane agente di polizia penitenziaria, presso il Carcere di Opera a Milano. A dare il via a questa storia, lo tsunami che provocò 230mila vittime in 8 paesi dell'Oceano indiano. 

“Fu in quella occasione e dietro consiglio di mia madre che decisi di sottoscrivere una adozione a distanza, per aiutare qualche bambino in difficoltà. Dopo essermi informato sulla attività di diverse Onlus, scelsi la Fondazione Francesca Rava N.P.H.Italia onlus di Milano. Ho seguito la loro attività ed il lavoro dei tanti volontari, fino alla svolta dello scorso dicembre ad Haiti”. Il Paese più povero del continente americano lo scorso settembre era stato messo in ginocchio dall’uragano Hanna, già nelle settimane precedenti l’isola era stata investita dall’uragano Gustav e dalla tempesta tropicale Fay. La situazione che si era presentata agli occhi del mondo era disastrosa: città allagate, vie di comunicazione distrutte, centinaia di morti, migliaia di persone assediate da acqua e fango, senza niente da bere e da mangiare. E’ stato allora che Gianluca ha deciso di dare una mano più concreta del solo aiuto economico. 

“Il 3 dicembre in occasione dell'inaugurazione della Casa dei piccoli angeli, una struttura dedicata ai bambini disabili, sono partito per Haiti per capire cosa era successo e rendermi conto dei vari progetti della fondazione. La data dell'inaugurazione è stata scelta in coincidenza della Giornata Mondiale della disabilità, per lanciare in Haiti e in tutto il mondo un messaggio di sensibilizzazione sui diritti dei bambini disabili, sul loro potenziale e sull'urgente necessità di aiuto. I bambini con handicap in Haiti sono spesso abbandonati, ritenuti una perdita di tempo, sottoposti a riti voudoo perché ritenuti posseduti da spiriti maligni. I programmi del Centro prevedono per questi bambini un pasto caldo, fisioterapia, attività scolastiche, che vogliono dire possibilità di sopravvivere, migliorare le condizioni di vita, sviluppare talenti. Si prevede che a regime il Centro possa assistere 400 bambini l'anno in modo continuativo e 5.000 in day hospital e counselling, ed ho incontrato Manette Mamoume la bimba di 13 anni, che ho adottato a distanza, accolta nell'orfanotrofio di Kenskoff”. 

Un viaggio attraverso la sofferenza e la voglia ancora più forte di riemergere da tanto dolore, e che ha appunto dato il via al lungo ponte di solidarietà: la prima a muoversi è stata l’emittente Telecattolica che ha gratuitamente messo in onda degli spot sull’associazione e la sua attività e sulle adozioni, poi il Comune di Lucera ha stampato e affisso dei manifesti sulle diverse iniziative in corso.
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