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Ponte umanitario per Gaza partito volo da Brindisi

Ponte umanitario per Gaza partito volo da Brindisi
E' partito questa mattina dalla base Onu di Brindisi un nuovo volo umanitario – il secondo dopo il conflitto a Gaza di dicembre scorso – destinato alla popolazione civile residente nella Striscia. Un terzo invio di beni umanitari è in preparazione per i primi giorni di marzo

01 Marzo 2009

ROMA – E' partito questa mattina dalla base Onu di Brindisi un nuovo volo umanitario – il secondo dopo il conflitto a Gaza di dicembre scorso – destinato alla popolazione civile residente nella Striscia, nel contesto del concreto coordinamento degli aiuti attuato dalla Farnesina, secondo le indicazioni del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini. Lo comunica una nota della Farnesina. Giungeranno a Gaza circa 30 tonnellate di derrate alimentari (farina, zucchero, biscotti, cibi in scatola), medicinali, attrezzature e materiali medico-sanitari di consumo in base ad una lista compilata dall’Unità Tecnica Locale di Gerusalemme della Cooperazione allo sviluppo e dal Ministero della Sanità palestinese. La distribuzione avverrà in collaborazione con le Agenzie delle Nazioni Unite Unwra, Pam (Programma alimentare mondiale) e Oms (Organizzazione mondiale della Sanità). Il dono all’Autorità Nazionale Palestinese ha un valore complessivo di 280.000 euro, mentre il costo del volo, a carico della Cooperazione, è di circa 50.000 euro. 

Un terzo invio di beni umanitari è in preparazione per i primi giorni di marzo. Alla luce dell’impegno del «Sistema Italia» a favore della popolazione palestinese – prosegue la nota della Farnesina – il velivolo, un Airbus A300B, è stato messo a disposizione dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, ed i beni che trasporta sono stati forniti dalla Farnesina e dagli attori della Cooperazione decentrata, in particolare dalle Regioni Lombardia, Umbria e Valle d’Aosta, dalla Provincia di Napoli e da alcuni Comuni d’Italia. Un particolare ruolo lo ha avuto anche la Croce Rossa Italiana nel curare gli aspetti logistici dell’operazione e nel mettere a disposizione beni umanitari. Di particolare rilievo è la presenza in strutture ospedaliere di Gaza e Cisgiordania di un gruppo di cinque medici pediatri, grazie all’Ospedale Bambin Gesù di Roma, e di sei cardiochirurghi della Regione Toscana.

I medici sono già sul terreno ed operano insieme a colleghi locali nei team di emergenza delle strutture sanitarie delle due aree. Si tratta della prima di una serie di missioni organizzate dalla cooperazione italiana che vedono coinvolti medici italiani messi a disposizione dalle Regioni e dalle Asl. L’Ufficio tecnico della Cooperazione allo sviluppo in Gerusalemme cura gli aspetti organizzativi in loco, in stretto coordinamento con l'Organizzazione Mondiale della Sanità e con il Ministero della Sanità Palestinese. La decisione di inviare medici italiani a Gaza ed in Cisgiordania era stata annunciata il 21 gennaio scorso dal Ministro Frattini in occasione del suo incontro con il Primo Ministro dell’Autorità nazionale palestinese.
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