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In Puglia e Basilicata

Da Bisceglie l'appello del Wwf: salviamo il rospo smeraldino

01 Marzo 2009

rospo smeraldinodi LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - «Salviamo il rospo smeraldino». L’ap p e l l o viene lanciato dal Gruppo attivo Wwf di Bisceglie che continua la sua attività per la tutela della fauna selvatica. Dopo il progetto “Tar tarughe marine” ed il salvataggio di numerosi volatili in pericolo di estinzione, gli ambientalisti ora si stanno dedicando al problema della strage di una particolare specie di ranocchi che è stata riscontrata nel territorio biscegliese. Il rospo smeraldino (bufo lineatus) ha cominciato come ogni anno il suo periodo riproduttivo e per questo motivo dall’ultima settimana di gennaio ha iniziato la sua migrazione dalle campagne, dove fino ad ora è stato in letargo, ai siti riproduttivi normalmente rappresentati da piccoli laghetti e rigagnoli. 

«Il simpatico anfibio è un individuo della cosiddetta erpetofauna, che non solo vive negli specchi d’acqua piovana, formatisi quest’anno un po' ovunque viste le abbondanti precipitazioni, ma si è anche adattato ad utilizzare i vecchi piloni a scopo irriguo, ancora presenti in alcune campagne biscegliesi - sostiene Enrico Ricchitelli, socio del Wwf - a Bisceglie le popolazioni più consistenti sono state osservate in località Cala Pantano e Ripalta e nella zona di Crosta dove alcune cave, in parte dismesse, costituiscono un polo d’attrattiva molto forte per questi anfibi che evidentemente utilizzano l’acqua piovana accumulatasi tra gli scavi in disuso per deporvi le proprie uova». 

Su questo processo naturale incombe però una preoccupazione. «Il dramma per questi bellissimi animaletti comincia quando durante le serate piovose o molto umide attraversano le stradine di campagna, utilizzandole spesso come percorso preferenziale per raggiungere questi siti di riproduzione e la maggior parte di loro va incontro alla morte sotto i pneumatici delle autovetture di passaggio», spiega Ricchitelli. Alcuni soci del Wwf di Bisceglie hanno così organizzato delle serate di prevenzione e salvato dalla strada decine di rospi smeraldini constatando purtroppo la presenza di diversi esemplari schiacciati. 

«Ognuno di noi può far qualcosa per salvare i rospi, animali che spesso l’ignoranza non ci fa apprezzare, le leggende che li dipingono come esseri repellenti sono purtroppo numerose e tutte menzognere, è falso che l’urina del Bufo lineatus negli occhi renda ciechi e non c'è da credere alla favola che toccando i rospi si formino i porri - conclude Ricchitelli - questi animali sono totalmente innocui, anzi sono estremamente utili all’ecologia rurale in quanto eliminano dalle campagne molti insetti nocivi alle colture, che richiederebbero altrimenti l’utilizzo di pesticidi».
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