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In Puglia e Basilicata

Giovane fasanese: «Sono evaso arrestatemi, meglio il carcere di casa»

Tra le mura domestiche, dove da qualche mese era agli arresti domiciliari, le liti erano all’ordine del giorno. Così l’altra sera Davide Fanizzi, fasanese di 24 anni, ha deciso di uscire di casa ben sapendo che così facendo si sarebbe reso responsabile del reato di evasione. Si è presentato ai Carabinieri e  li ha pregati di arrestarlo

28 Febbraio 2009

di MIMMO MONGELLI

FASANO - Meglio il carcere che la convivenza forzata con i propri familiari. Tra le mura domestiche, dove da qualche mese era agli arresti domiciliari, le liti erano all’ordine del giorno. Così l’altra sera Davide Fanizzi, fasanese di 24 anni, ha deciso di uscire di casa ben sapendo che così facendo si sarebbe reso responsabile del reato di evasione. Un’”evasione” per andarsene in giro per le strade del centro cittadino, magari incontrandosi con qualche amico? Macchè. Uscito di casa, Fanizzi si è diretto verso la caserma dei carabinieri. Arrivato in via Esiodo, ha bussato alla porta dell’edificio che ospita gli uffici della compagnia dell’Arma e al piantone che è andato ad aprirgli la porta ha detto: «Arrestatemi, sono evaso». Il graduato non credeva alle proprie orecchie. Ha chiamato il maresciallo e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, anche davanti al sottufficiale il 24enne ha ripetuto: «Meglio in carcere che agli arresti in casa con i miei». All’ispettore ha spiegato che da quando è agli arresti domiciliari le liti e i diverbi con i familiari sono diventate un fatto praticamente quotidiano. La convivenza forzata, ventiquattr'ore su ventiquattro, ben presto era diventata per il giovane fasanese un inferno addirittura peggiore della detenzione in carcere. Così ha deciso di farsi arrestare. 

Come? Nel modo più semplice e «innocente»: è uscito di casa ben sapendo di non poterlo fare e si è presentato alla caserma dei carabinieri, di fatto autoaccusandosi di evasione. I carabinieri sono stati «costretti» ad arrestarlo. Ieri, il 24enne fasanese è comparso davanti al gip per la convalida dell’arresto. Il provvedimento restrittivo è stato convalidato e il giudice ha disposto che almeno sino al processo Fanizzi resti in carcere a Brindisi. Il giovane fasanese, dunque, ha ottenuto quello che voleva: lasciare la sua abitazione per andare a trovare un po' di quiete nella casa circondariale di via Appia. Il giudice lo ha «accontentato». Tra qualche giorno il 24enne sarà processato con rito direttissimo. In genere l’auspicio di chi compare davanti a un giudice penale per essere giudicato è quello di essere assolto. Quello al giovane fasanese, che agli arresti domiciliari era finito nel novembre scorso per non aver rispettato il divieto di partecipare a manifestazioni sportive (Daspo), ha tutte le carte in regola per diventare un processo da consegnare alla storia. Dopo quello che ha fatto l’altra sera, infatti, c'è da aspettarsi che l’imputato faccia di tutto perché il giudice... lo lasci in carcere.
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