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segnalazione sullo «Zen»

Gallipoli, altro lido rischia
lo stop come il Samsara

lido Zen a gallipoli

GIUSEPPE ALBAHARI

GALLIPOLI - Non solo Samsara. Presso gli uffici comunali è in fase d’istruttoria la pratica con la segnalazione dell’autorità marittima relativa al lido Zen, situato anch’esso sul litorale sud cittadino, di proprietà della società Simant. In proposito, si hanno ben pochi particolari, a cominciare dal fatto se l’infrazione riscontrata e segnalata al Comune sia la stessa di quella contestata al primo stabilimento. La situazione ovviamente non è, e non può essere, la fotocopia fedele delle contestazioni indirizzate al Samsara Beach dopo il sopralluogo dello scorso 9 luglio. A prescindere dal merito, potrebbe essere una differenza tra le due casistiche, quella che, a quel che si conosce, il lido Zen disponeva di una licenza per l’esercizio di pubblico spettacolo, e non è dato sapere se ciò valesse anche per il Samsara.

Il periodo dell’accertamento effettuato dei militari della guardia costiera è sicuramente successivo e questo spiega perché fino ad oggi non sia stata assunta determinazione. Come dire che la procedura è in itinere e, analogamente a quanto successo nei mesi scorsi, la proprietà dello Zen è preliminarmente chiamata a formulare una memoria difensiva. Non è noto se ciò sia avvenuto, ma è un passaggio obbligato; così come il fatto che il Comune invii gli scritti difensivi alla Capitaneria, in qualità di «organo accertatore», per acquisirne le controdeduzioni.

C’è anche un’altra differenza rispetto al provvedimento adottato nel recente passato. La determina di decadenza della concessione demaniale marittima e di sgombero della relativa area, notificata al Samsara a fine novembre, è stata firmata dal dirigente del settore lavori pubblici del Comune, ingegnere Giuseppe Cataldi. Da un paio di settimane, questi è in pensione; in conseguenza, la procedura dovrà essere conclusa dalla sezione demanio e patrimonio, ricompresa nel settore anzidetto, della quale è responsabile Paola Vitali.

E’ opportuno ricordare che la competenza in proposito è per intero, in forza di una riforma di alcuni decenni addietro, della struttura burocratica del Comune. Gli amministratori hanno infatti un ruolo di indirizzo politico e di pianificazione che non consente interferenze con le procedure delegate agli uffici, come ha dichiarato nelle scorse settimane il sindaco Stefano Minerva in margine alla vicenda Samsara.

In proposito, giova ricordare che la capitaneria ha valutato esistesse una situazione di difformità tra la concessione mirata a gestire la spiaggia con l’uso di ombrelloni e sdraio, e un livello d’intrattenimento musicale, che l’ordinanza balneare regionale consente negli stabilimenti balneari dalle 16 alle 20, tanto intensivo da definirlo “discoteca”

Ciò aveva comportato che il dirigente applicasse la decadenza prevista dall’articolo 47 del codice della navigazione, che continua a dispiegare i suoi effetti, come esplicitamente richiamato anche negli atti concessori, benché la gestione amministrativa del demanio marittimo sia transitata al Comune.

E’ storia di questi giorni che il Tar ha confermato la validità della determina comunale e che la società “Sabbia d’oro” titolare del Samsara ricorrerà al Consiglio di Stato. Va però rimarcato che non si hanno elementi per valutare se le situazioni siano sovrapponibili; anche perché i rappresentanti della società Simant non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. D’altra parte, i dettagli che emergono dalla decisione del Tar fornisce indicazioni sul merito della vicenda che possono diventare una sorta di “guida alle differenze”, ma ciò vale soltanto per chi dovesse conoscere appieno le realtà organizzative tra i due stabilimenti balneari.

Insomma, per avere certezze, occorre attendere la fine dell’istruttoria e le conseguenze che saranno tratte, tanto dalla capitaneria di porto quale , quanto dal Comune quale ente sanzionatorio. Nel frattempo, non occorre essere profeti per rimarcare la certezza che continua a salire senza sosta la lancetta che indica il livello di preoccupazione degli imprenditori.

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