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In Puglia e Basilicata

Melfi, ragazzine violentate dall'amico della mamma

Riesce ad introdursi a casa conquistando la fiducia della madre, poi, restando solo nell’abitazione con le due figlie della donna, le violenta. L’aguzzino è un uomo extracomunitario che, nella cittadina lucana, era diventato amico di una donna che vive da sola. Le due vittime, invece, sono due sorelle minorenni. 
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AI LETTORI: Se fosse già stato approvato dal parlamento il cosiddetto «disegno di legge Alfano» in tema di intercettazioni e giustizia, che introduce forti restrizioni nel campo dell’informazione giudiziaria, questo articolo non sarebbe stato possibile pubblicarlo.

27 Febbraio 2009

di GIOVANNI RIVELLI

MELFI - Attenti all’amico di famiglia. A Melfi due ragazzine, una di scuola Media, l’altra di scuola Superiore, sono state violentate proprio da una persona che abitualmente entrava a casa loro.

L’episodio è stato scoperto nello scorso mese di gennaio ma la notizia è trapelata solo ora. Le due vittime sono tra di loro sorelle e avrebbero subito per un certo periodo le attenzioni del loro aguzzino prima che la questione venisse alla luce e questi fosse definitivamente allontanato dalla loro vita.


L’«orco», questa volta, è un extracomunitario. Nel tempo aveva conquistato la fiducia della madre della ragazze, una donna che vive da sola. L’aveva iniziata a «corteggiare», poi a frequentare. Poi alla fine, era diventato quasi di famiglia, al punto che la donna quasi gli affidava le sue figlie. In varie occasioni, l’aguzziono sarebbe rimasto solo in casa con le ragazze. Ed è una di queste volte che è iniziato il calvario.


L’uomo, così, si sarebbe procurato la condizione per agire indisturbato. Avrebbe, così, rivolto le sue attenzioni prima ad una delle due ragazze, poi all’altra.


Tra gli imbarazzi e le paure di una situazione oggettivamente difficile e resa ancor più penosa dal legame che c’era tra l’uomo e la madre, la questione è venuta comunque fuori. È stata così portata all’attenzione dei carabinieri e sono partite le indagini coordinate dalla Procura della città federiciana guidata da procuratore capo Domenico de Facendis. Le ragazze sono state sentite più volte (alla presenza di assistenti sociali che hanno preso in carico le due giovani) sulle circostanze in cui si è verificata la violenza e il quadro che ne sarebbe emerso si sarebbe presentato come «chiaro e inequivoco».


I Carabinieri hanno, comunque, effettuato alcuni riscontri a quella turpe storia e i risultati sarebbero stati anche in questo caso convergenti con il quadro che era subito emerso. L’uomo è così finito nel registro degli indagati (ovviamente non frequenta più la casa delle sue vittime e il pericolo che si ripetano episodi del genere non sarebbe evidente), mentre per le due ragazze è stato definito un percorso di affiancamento e assistenza. Un duro colpo, per loro, ma un duro colpo anche per la madre che ha scoperto quanto di turpe è stato capace di fare quella persona a cui aveva dato fiducia.

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