Mercoledì 17 Agosto 2022 | 09:17

In Puglia e Basilicata

Tumori al cervello, a Lecce nuova tecnica d'intervento

LECCE - La filosofia è simile a quella che gli strateghi della guerra moderna utilizzano nei cosiddetti «bombardamenti chirurgici». In pratica la bomba o il missile raggiungono l’«obiettivo sensibile» e lo distruggono senza danneggiare tutto ciò che sta intorno. Almeno, così dicono.

27 Febbraio 2009

di GIOVANNI DELLE DONNE

LECCE - La filosofia è simile a quella che gli strateghi della guerra moderna utilizzano nei cosiddetti «bombardamenti chirurgici». In pratica la bomba o il missile raggiungono l’«obiettivo sensibile» e lo distruggono senza danneggiare tutto ciò che sta intorno. Almeno, così dicono.


Simile ma molto più nobile - e, si spera, ben più efficace - l’obiettivo che si pone la Redioterapia sterotassica (o radiochirurgia stereotassica) diventata una realtà anche a Lecce. Il nemico da colpire, senza pietà, è il tumore al cervello. Il bombardamento è potente, mirato, inflessibile. Distrugge il tumore senza toccare il tessuto sano che lo circonda. Un bel passo in avanti rispetto al «bombardamento generalizzato» che di solito si effettua con la «normale» radioterapia. Ma non sempre attuabile. E comunque molto impegnativo nella sua esecuzione. La zona del cervello da colpire, infatti, è molto delicata, è piccola, ed è circondata da tessuto di vitale importanza. Sbagliare bersaglio può avere conseguenze drammatiche.


Allora bisogna «fissare» la testa del paziente alla macchina, individuare con millimetrica precisione la lesione da trattare e quindi colpire il bersaglio con la giusta dose di radiazioni. Un’impresa ardua che, però, garantisce risultati eccellenti. Risultati che fino a poco tempo fa i malati cercavano nel Nord Italia sottoponendosi ad estenuanti viaggi della speranza.


Risultati che ora vengono felicemente raggiunti anche nel piano interrato dell’Oncologico di Lecce dove ha sede l’Unità operativa di Radioterapia diretta dal primario Mario Santantonio. Un reparto lungamente atteso, per anni al centro di violente polemiche ed ora diventato uno dei migliori in Italia. Un reparto dove si praticano tutte le moderne tecniche di radioterapia tra cui, dicevamo, anche la radioterapia stereotassica.


Un piccolo miracolo quello che sta avvenendo nel padiglione oncologico del Vito Fazzi. Perchè la radioterapia stereotassica richiede un impegno interdisciplinare. Perchè gli uomini della radioterapia devono essere supportati da altri specialisti. Ed infatti, accanto al gruppo del dottore Santantonio, operano i neurochirughi, con il dottore Piero Cantisani in prima linea, ed i fisici. Se il neurochirurgo ha il compito di fissare l’apparecchio al cranio del paziente, spetta invece agli uomini della Neuroradiologia, diretta dal primario Fernando Lupo, ed a quelli della Radiologia, diretta dal primario Massimo Torsello, il compito di individuare e definire correttamente la zona bersaglio. Infine, al dottore Santantonio ed ai suoi collaboratori il compito di «premere il grilletto».


Un lavoro interdisciplinare che sta dando ottimi risultati ma che, purtroppo, al Fazzi rappresenta una rarità. Quasi un piccolo miracolo i cui frutti sono però evidenti.


La radioterapia stereotassica, dunque, è una realtà. Dopo mesi di preparazione - sia delle apparecchiature che degli uomini - sono già stati trattati i primi pazienti ed il nuovo servizio è ormai operativo al cento per cento.

«Possiamo garantire quello che si fa nei migliori centri italiani», assicura il dottore Santantonio.

«Così si evitano inutili viaggi della speranza», gli fa eco il primario della Neurochirurgia del Vito Fazzi, Antonio Montinaro.


«Un altro importante servizio garantito ai cittadini del Salento», conclude Guido Scoditti, direttore generale della Asl di Lecce.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725