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In Puglia e Basilicata

Molfetta, 50 bombe al fosforo stivate in un container nel porto

Molfetta, 50 bombe al fosforo stivate in un container nel porto
MOLFETTA - Un container con cinquanta bombe al fosforo a ridosso dell’area portuale. Una, da sola, la più voluminosa, pesa cento libbre, quasi mezzo quintale. Sono stati gli specialisti dello Sdai, i sommozzatori della Marina che, dall’estate scorsa, stanno bonificando l’area dai residuati bellici, a sistemarle lì. 

27 Febbraio 2009

di Lucrezia D’Ambrosio

MOLFETTA - Un container con cinquanta bombe al fosforo a ridosso dell’area portuale. Una, da sola, la più voluminosa, pesa cento libbre, quasi mezzo quintale. Sono stati gli specialisti dello Sdai, i sommozzatori della Marina che, dall’estate scorsa, stanno bonificando l’area dai residuati bellici, a sistemarle lì. 

Gli ordigni, per usare una espressione tipica del linguaggio militare, sono stati messi in sicurezza a distanza da quelli a caricamento convenzionale, nella zona ce ne sono migliaia, e da quelli a caricamento speciale, caricati cioè con aggressivi chimici. Le bombe al fosforo non sono considerate armi chimiche ma bombe incendiarie. Esplodendo bruciano l’ossigeno.


La rimozione degli ordigni avverrà tra circa un mese. Le operazioni di trasferimento, che saranno coordinate dalla 
Prefettura, dureranno cinque giorni. Il trasporto sarà effettuato su strada.


È allo studio un piano di sicurezza che scatterà in concomitanza con l’avvio delle operazioni di trasferimento degli ordigni in una cava dove saranno poi sottoposti a bonifica. L'ultimo vertice, tra i delegati di Prefettura, Questura, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Compagnia dei carabinieri, Polizia Municipale, Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente), dello Sdai (i sommozzatori specialisti della Marina), reggimento Guastatori dell’Esercito, Guardia costiera, Comune, risale a lunedì scorso. In linea generale, dopo la definizione del percorso che dovranno seguire le bombe, sarà interdetta un’area per almeno trecento metri. Non è esclusa anche l’interdizione al traffico aereo. L’area interdetta alla circolazione stradale sarà circoscritta e verrà impedito l’accesso a chiunque. Le operazioni di interdizione, scorta e controllo della viabilità, saranno gestite dalle forze dell’ordine presenti sul territorio.. Una volta in cava gli ordigni saranno sottoposti ad un processo di ossidazione controllata che consiste nel provocare la fuoriuscita lenta del fosforo in modo che bruci in piccole dosi a contatto con l’ossigeno presente nell’aria.

Le operazioni di bonifica nell’area portuale fanno riferimento ad un accordo di programma siglato, a gennaio dello scorso anno, tra la Regione, il ninistero dell’Ambiente, l’Icram, istituto centrale per la ricerca applicata al mare (oggi Ispra) e l’Agenzia regionale per l’ambiente. Complessivamente costeranno poco più di 1 milione e trecentomila euro. rivenienti dalla legge finanziaria del 2002. Per Molfetta il piano ha previsto l’utilizzo immediato di 950 mila euro per le operazioni di bonifica nel porto e altri 400 mila euro per la bonifica dell’area costiera in corrispondenza di Torre Gavetone.


L'area interessata dalle operazioni di sminamento (al momento sospese per le cattive condizioni meteo) è monitorata continuamente da una motovedetta della capitaneria di porto. Il traffico mercantile e comunque l’ingresso e l’uscita dal porto delle navi, è sospeso quando i sommozzatori sono al lavoro. Ad oggi sono stati fatti brillare in mare migliaia di ordigni a caricamento convenzionale.

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