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In Puglia e Basilicata

Gli asini di Martina Franca  ora approdano su "Striscia" 

Dopo la denuncia della Gazzetta, ora il caso dei 200 asini di razza protetta di Martina Franca che rischiano di morire approda su “Striscia la notizia”. Ieri Fabio e Mingo hanno intervistato i custodi e un veterinario, il quale ha evidenziato che non sono condizioni idonee per un centro di conservazione del patrimonio asinino. Non è insomma una masseria “normale”, andrebbe trattata in un altro modo, secondo quel veterinario.

26 Febbraio 2009

asinoMARTINA FRANCA - «Signore, il suo comunicato stampa in risposta alle preoccupazioni e proteste riguardo la gestione dell’Azienda Russoli e lo stato di salute degli animali pare ovviamente smentito da quel certificato medico» i cui stralci sono stati da noi pubblicati. Lo scrive ad Enzo Russo, assessore regionale all’agricoltura, Attilia Mazzola, che con gli “asinari” di tutta Italia, «lei dalla Lombardia si preoccupa della sorte dei circa 200 asini dell’azienda Russoli. Se lo stato di salute dei quei centoottanta asini meno di un anno e mezzo fa era quel che si legge, possiamo pensare al miracolo se ora sono si possono dire tutti sani, pasciuti e vispi! Poi, lei parla di un operaio, uno, che si prende cura, da solo, di così tanti animali. Come già è stato commentato sui blog che si stanno occupando di questa faccenda: è una potenza, quest’uomo, un eroe, e tutti speriamo che abbia un salario lauto e commisurato alla fatica e all’energia che quotidianamente spende con una mandria intera... E invece so che questo brav'uomo lavora dalle 7 alle 13 e il sabato e la domenica fa, com'è giusto festa: chi si occupa dei somari quando lui non c'è?». 

Che rispondiamo? Poi, un’altra cosa che ci è venuta a orecchio: ma è vero che molto del foraggio inviato dalla Regione non è buono, che si tratta di biada fermentata che gli animali non mangiano?» Che rispondiamo? Visto il prestigio dell’azienda Russoli, lo stretto contatto col mondo universitario e della ricerca, diventa necessario smentire comprovatamente e giustificare senza dubbi quel che le scrivo. La sorte dei somari ci riguarda, a quella dei lavoratori ci sta pensando il loro avvocato e sarà decisa da un giudice. Scriviamo da ogni parte d’Italia: che interessi vuole che ci muovano, se non l’indignazione contro l’incuria e il pressapochismo nei confronti di quegli animali, e non voglio dire l’insensibilità. E il solito spreco o mal uso che si fa del denaro pubblico».

E a Russoli, ieri mattina, si sono presentati quelli di “Striscia la notizia”. Fabio e Mingo hanno intervistato i custodi e un veterinario, il quale ha evidenziato che non sono condizioni idonee per un centro di conservazione del patrimonio asinino. Non è insomma una masseria “normale”, andrebbe trattata in un altro modo, secondo quel veterinario. Poi anche Paolo D’Arcangelo, che su Facebook ha creato un comitato, ha detto la sua. Poi chi scrive è stato contattato telefonicamente da chi lo riteneva lì a Russoli per “bloccare” D’Arcangelo. Certo che Collodi fu veramente ingiusto nel fare degli asini l’emblema della stupidità, con tanti esemplari di uomo.
[Agostino Quero]
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