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nel brindisino

Settore orticolo in crisi
tanti i prodotti invenduti

L'ennesimo grido d'allarme. Il clima atipico e il crollo dei prezzi sono le cause principali e i produttori sono in ginocchio

frutta e verdura

Comparto orticolo brindisino in seria difficoltà. Da settimane decine e decine di aziende non stanno raccogliendo le proprie produzioni, lasciandole deperire in campo, oppure le stanno raccogliendo recuperando a malapena solo i costi di raccolta.

La Cia - Agricoltori Italiani di Puglia, a tal proposito, ha lanciato l’allarme e, al contempo, ha chiesto all’assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, la convocazione urgente di un tavolo di confronto sulla grave crisi del comparto orticolo. Lo ha fatto attraverso una comunicazione ufficiale del presidente regionale, Raffaele Carrabba.

«Gli imprenditori agricoli del comparto orticolo, nella migliore delle ipotesi, stanno incassando il solo costo della manodopera - ha spiegato Carrabba -. Il confronto richiesto dalla Cia è necessario per trovare ogni soluzione possibile a una situazione divenuta ormai insostenibile. Da qualche settimana, in particolare, il comparto orticolo pugliese sta vivendo un profondo stato di crisi dovuto alla mancata vendita della stragrande maggioranza delle produzioni orticole locali (sedano, cavoli, finocchi, cicorie, cime di rape, broccoli, e così via). Da diversi giorni migliaia di ettari di ortaggi in varie zone della Puglia restano non raccolti ed invenduti in campo a causa di una serie di fattori congiunturali. Gli imprenditori agricoli, invece, che stanno continuando a garantire la raccolta e la occupazione di braccianti agricoli, stanno solo incassando, nella migliore delle ipotesi, il solo costo della manodopera impiegata per la raccolta. Il tutto - conclude il presidente della Cia Puglia - in un sistema commerciale sul quale incidono negativamente le regole non scritte imposte da chi fornisce la Gdo (Grande distribuzione organizzata), e con le esportazioni al momento quasi completamente bloccate».

«Abbiamo chiesto all’assessore Di Gioia – spiega dal canto suo Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale della Cia – Agricoltori Italiani di Puglia - di convocare con urgenza un tavolo di confronto per affrontare questa problematica, anche nella sua veste di coordinatore nazionale degli assessori regionali all’agricoltura. È assurdo e inaccettabile che, ad esempio, i prezzi di prodotti orticoli raccolti in campo si attestino intorno ai 20 centesimi al chilo, prezzi che permettono agli imprenditori agricoli di coprire a malapena le spese di manodopera per la raccolta, mentre al dettaglio gli stessi prodotti vengono venduti a prezzi almeno 7-8 volte superiori a quelli praticati in campo agli agricoltori. Ci sono numerosissime aziende ormai – conclude il vicepresidente regionale della Cia - che non raccolgono da settimane perché non riescono a coprire nemmeno i costi di raccolta. Una situazione, dunque, da “bollino rosso” che rischia di riflettersi peraltro sul fronte occupazionale, mettendo in pericolo numerosi posti di lavoro».

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