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In Puglia e Basilicata

Dal Nordbarese la proposta: «in Quaresima digiuno di sms»

25 Febbraio 2009

Telefono cellulare«No agli sms ogni venerdì di Quaresima ». Lo propone padre Elia Ercolino, direttore di Teledehon. Perché il digiuno quaresimale degli sms? «Le nostre dita - spiega padre Ercolino - corrono veloci sulla tastiera del telefonino. Cambiamo i nostri cellulari a ripetizione, alla ricerca di un modello con nuove - spesso inutili - funzioni. Le nostre dita corrono su un minerale, il coltan, fondamentale per la tecnologia di telefoni, computer, videogiochi, satelliti e missili. Le nostre dita non pensano al viaggio che questo minerale compie: nel mondo l’80% del coltan proviene dalla regione orientale del Congo, il Kivu, dove una guerra civile ha causato oltre 4 milioni di morti negli ultimi dieci anni. L’estrazione e il commercio di questo minerale da parte di potenti multinazionali occidentali finanzia e alimenta la guerriglia». 
Di qui la proposta: «Noi di Tele Dehon quindi per quest’anno rilanciamo la proposta di un digiuno particolare: nei venerdì di Quaresima tutti sono invitati a rinunciare all’uso degli sms. Un piccolo modo per sottolineare che le nostre dita sul telefonino contribuiscono a scrivere la storia di morte di milioni di vite in Congo e per ricordare l’importanza di relazioni concrete e non virtuali con gli altri: per riscoprire la bellezza dell’incontro». 

DIGIUNO SIGNIFICATIVO - Sottolinea l’importanza del «digiuno significativo» mons. Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie. «Il messaggio del Papa Benedetto XVI per la quaresima 2009 - scrive l’arcivescovo - ci propone di riflettere in particolare sul valore e sul senso del digiuno. Vi invito a leggere il messaggio del Papa per intero. In questa esortazione vi chiedo di rendere significativo il digiuno in opere di carità che vanno incontro ai poveri che sono con noi. Ogni Caritas parrocchiale e cittadina registra casi particolari di povertà. Ebbene i parroci incoraggino i singoli fedeli, soprattutto quelli che partecipano alla liturgia domenicale, a devolvere parte del loro reddito dei quaranta giorni della quaresima alla cassa della caritas parrocchiale da destinarsi alla Caritas cittadina che avrà il compito di individuare alcune famiglie particolarmente bisognose per il saldo di una bolletta di luce/gas o di un fitto di casa, oltre alla condivisione degli alimenti e abiti. Questa organizzazione di carità deve scaturire dalla s. Messa celebrata ogni giorno e in modo solenne nella domenica secondo lo stile delle prime comunità cristiane». 

Conclusione: «Preghiera e carità devono scaturire da un cuore puro e generoso, che cerca il Signore attraverso la Lectio divina, il ricorso al sacramento della Riconciliazione e l’attiva partecipazione alla Messa domenicale. Maria santissima nostra Madre, da noi amata e invocata, ci guidi a Gesù che ci conduce verso la Pasqua di risurrezione ».
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