Martedì 16 Agosto 2022 | 14:31

In Puglia e Basilicata

Agenti pugliesi in carcere minacciavano i detenuti

Avrebbero sfruttato la loro posizione nell'ambito del rapporto di mediazione tra carcerati e avvocati. È quanto è risultato dall'indagine che in meno di 48 ore ha portato all'arresto di due agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Ravenna, entrambi con il grado di assistente capo. Si tratta di Vito Cosimo Miacola, 49 anni, originario di Erchie in provincia di Brindisi, e di Giovanni Pipoli, 42 anni, di Foggia.

24 Febbraio 2009

RAVENNA - Avrebbero sfruttato la loro posizione nell'ambito del rapporto di mediazione tra carcerati e avvocati. È quanto è risultato dall'indagine che in meno di 48 ore ha portato all'arresto di due agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Ravenna, entrambi con il grado di assistente capo. Si tratta di Vito Cosimo Miacola, 49 anni, originario di Erchie in provincia di Brindisi, e di Giovanni Pipoli, 42 anni, di Foggia.

Sul primo, arrestato all'alba di ieri un paio d'ore dopo un'imponente perquisizione del carcere romagnolo, pendono le accuse di corruzione, istigazione alla corruzione e tentata concussione. Il secondo, arrestato attorno alle 13.30 poco prima del turno di lavoro, è accusato di corruzione, falso e peculato.

Al centro dell'inchiesta della Squadra Mobile ravennate coordinata dal Pm Stefano Stargiotti, vi sarebbero minacce a detenuti che se non avessero dato le cifre richieste, avrebbero visto compromesso il regime di semilibertà. Ma anche favori a pagamento, come la consegna clandestina di messaggi. Nel quadro tratteggiato dagli inquirenti compaiono pure diversi nomi di avvocati del foro di Ravenna a cui, in particolare Miacola, avrebbe chiesto prestiti. Roba da poche centinaia di euro: qualcuno ha pagato, altri no.

Miacola, che nell'interrogatorio di ieri pomeriggio di fronte a Gip e Pm, sarebbe caduto in diverse contraddizioni pur respingendo le accuse, avrebbe inoltre in passato in più di una occasione vantato amicizie con due magistrati che avrebbero potuto influire sulla libertà dei detenuti. Per lui il Gip Cecilia Calandra ha già respinto l'istanza di scarcerazione avanzata dall'avvocato difensore, Gabriele Sangiorgi del foro di Ravenna. Per Miacola, che si trova nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) domani verrà presentato ricorso al Tribunale del Riesame. Pipoli, difeso dall'avvocato Carlo Benini di Ravenna, verrà presto sentito dal Pm.
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