Giovedì 18 Agosto 2022 | 22:55

In Puglia e Basilicata

Medici di famiglia del Barese e Foggiano accusati di truffa al Servizio sanitario

Gli accertamenti riguardano presunti abusi compiuti da una ventina di medici nel ricorso alle visite domiciliari. Secondo le indagini, molte sarebbero state certificate senza essere state in realtà compiute (anche perché a volte i pazienti sono poi risultati inesistenti o deceduti). Per ciascuna visita il compenso stabilito è di 26,40 euro, somma erogata dalla Ausl di appartenenza

24 Febbraio 2009

BARI - Una ventina di medici di famiglia delle province di Foggia e Bari è coinvolta in un’indagine dei carabinieri del Nas del capoluogo pugliese nella quale si ipotizzano i reati di truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale e di falso. 

Gli accertamenti riguardano presunti abusi compiuti nel ricorso alle visite domiciliari programmate, che solitamente i medici di famiglia compiono al domicilio dei propri pazienti non deambulanti ricevendo un compenso di 26,40 euro per ogni visita, somma erogata dalla Ausl di appartenenza. Secondo le indagini, molte visite sarebbero state certificate dai medici che in realtà non solo non le avrebbero compiute ma avrebbero anche attestato che erano state eseguite nei confronti di pazienti che sono poi risultati inesistenti o deceduti. 

L'indagine è stata avviata dopo una relazione dell’Alto commissario per la prevenzione e la lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione nella quale si evidenziavano per la Puglia picchi annui fino a 25.000 euro per le spese sostenute dalle Ausl per pagare anche ad un solo medico di base le indennità per le visite domiciliari programmate. I medici del barese coinvolti sono una decina, gli altri di diversi Comuni del foggiano e del nord barese.
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