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In Puglia e Basilicata

Poli Bortone: Trenitalia penalizza le Pmi del Sud

BARI - Il senatore Adriana Poli Bortone ha presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli per sapere "se e come intenda intervenire per fare in modo di ristabilire un riequilibrio negli interventi sul trasporto merci fra Nord e Sud alla luce della circolare di Trenitalia".
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23 Febbraio 2009

BARI - Il senatore Adriana Poli Bortone ha presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli per sapere "se e come intenda intervenire per fare in modo di ristabilire un riequilibrio negli interventi sul trasporto merci fra Nord e Sud alla luce della circolare di Trenitalia".

Il senatore – informa una nota – evidenzia nel testo della interrogazione che "il Meridione fa parte della Nazione e che se è condivisibile che l’economia meridionale non debba vivere di assistenzialismo, è condannabile politicamente e ingiustificabile economicamente che essa debba essere fortemente penalizzata, anche nel caso di aziende di piccole e medie dimensioni che vivono esclusivamente sul lavoro ed il capitale di rischio in un contesto per diverse cause non facile".


Le restrizioni del traffico da marzo 2009 – secondo la circolare di Trenitalia – per la Campania riguardano gli scali di Battipaglia, Castellammare di Stabia, Gricignano, Pontecagnano, Roccaravindola, Acerra, Maddaloni, Marcianise, Napoli Traccia, Nola Interporto, Torre Annunziata Centrale, per la Calabria Cosenza, Lamezia Terme e San Ferdinando e per la Puglia e Basilicata Apricena, Bellavista, Brindisi, Ferrandina, Foggia, Giovinazzo, Pisticci, Potenza centrale, San Nicola di Melfi, Surbo, Taranto, Bari S.F e Incoronata. Mentre per tutto il Centro Nord – fa presente Poli Bortone – "la restrizione del traffico è limitata esclusivamente a Candiolo, None e Predosa in Veneto ed a Romanore in Piemonte".

"La sperequazione di comportamento dell’azienda Trenitalia a danno del Sud è di tutta evidenza – commenta Adriana Poli Bortone – ed il provvedimento è volto a fare una operazione di carattere squisitamente economico che disabilita gli scali merci a corso singolo, abilitandoli solo per i traffici a treno completo".

 "E' risaputo – aggiunge – che il territorio del Meridione non è particolarmente ricco di complessi industriali, ma la maggior parte dell’utenza è composta da aziende di piccole e medie dimensioni o addirittura di ditte individuali che certamente non possono spedire e ricevere quantitativi di prodotti tali da richiedere un treno completo, tant'è che, in genere, per i propri traffici utilizzano un carro ferroviario per volta". 

"La disabilitazione degli scali – conclude – crea un disagio non indifferente perchè obbliga le Pmi a servirsi unicamente del trasporto su strada con costi notevolmente più elevati e procura, oltretutto, un sempre più imponente intasamento del traffico stradale".

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