Martedì 09 Agosto 2022 | 03:28

In Puglia e Basilicata

A San Pietro Vernotico raccolta di firme contro il porto a Cerano

di GIUSEPPE DE MARCO
SAN PIETRO VERNOTICO - Una raccolta di firme è stata avviata dal Comitato 8 giugno, come forma di protesta all’Autorità Portuale, al Comune e alla Provincia di Brindisi, alla Regione Puglia, al Governo e persino alle Istituzioni della giustizia europea. «Questa battaglia, sostiene il responsabile del comitato 8 giugno, Ernesto Musio, in favore dello sviluppo sostenibile del nostro territorio e in difesa della nostra salute».

23 Febbraio 2009

di GIUSEPPE DE MARCO

SAN PIETRO VERNOTICO - Una raccolta di firme è stata avviata dal Comitato 8 giugno, come forma di protesta all’Autorità Portuale, al Comune e alla Provincia di Brindisi, alla Regione Puglia, al Governo e persino alle Istituzioni della giustizia europea. «Questa battaglia, sostiene il responsabile del comitato 8 giugno, Ernesto Musio, in favore dello sviluppo sostenibile del nostro territorio e in difesa della nostra salute».

Le motivazioni, afferma Musio, sono che «l'Autorità Portuale (di cui fanno parte Comune e Provincia di Brindisi), Regione e Governo, hanno sancito che Cerano possa diventare un Porto per il trasporto del carbone e del gas.

Difatti, oltre al danno ambientale e sanitario ulteriore a quello attuale, già pesante, che ne conseguirebbe, si renderebbe inarrestabile l’erosione attuale delle coste salentine, visto che il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha rilevato che la causa principale dello stato erosivo del 42% delle coste italiane è dovuto alla “costruzione di porti e di strutture aggettanti che bloccano il flusso sedimentario della riva». Già la sola opera di presa a mare dell’attuale centrale elettrica ha interrotto il trasporto verso sud di 120.000 mc/anno di sabbia, impedendo il ripascimento naturale delle spiagge.

«Si immagini rimarca Musio, cosa accadrebbe con una diga, quale un nuovo Porto, almeno dieci volte più grande! Inoltre, temiamo che il Porto Industriale a Cerano, serva anche ad allocarvi il Rigassificatore. Ed ancora sostiene Musio, «La Regione ha previsto che la Centrale di Cerano possa bruciare il Combustibile da Rifiuti, chiamato CDR, con l’emissione di grandi quantità di diossina nell’aria».

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