Ecco l'atlante dell'Ofanto, unico fiume di Puglia
Poi un’altra denuncia: «abbiamo parchi senza Piani di gestione, indispensabili per passare dalle azioni di salvaguardia a quella degli interventi, attraverso i progetti, per i quali sono di prossima emanazione i bandi finalizzati allo sviluppo». Ne è seguito l’impegno a farsi portavoce in Regione. A qualche osservatore, quella della Barbanente è sembrata uno “stimolo” al collega all’Ambiente, Michele Losappio (perché non è stato invitato?) ad attivarsi per la costituzione del consorzio di gestione.
Losappio - va ricordato - nel frattempo, sta sostenendo il progetto per la realizzazione delle undici porte del Parco fluviale dell’Ofanto (una per ogni municipalità interessata (Trinitapoli, San Ferdinando, Margherita di Savoia, Barletta, Canosa, Cerignola, Spinazzola, Minervino Murge, Candela, Rocchetta Sant'Antonio, Ascoli Satriano), un progetto in grado di infrastrutturale l’area protetta per quanto concerne gli aspetti fruitivi. Tutti i siti individuati per la localizzazione delle “Porte” si attestano lungo due percorsi della Valle dell’Ofanto, riconosciuti dalle comunità locali di valenza religiosa, storica e culturale, a destra e a sinistra del fiume, definendo un sistema di percorribilità che dal mare Adriatico porta verso il Vulture.
I lavori, introdotti dai presidenti dell’Agenzia per l’Ambiente, Salvatore Puttilli e del Patto, Pinuccio Tarantini, hanno registrato gli intervenuti dei sindaci di Spinazzola, Carlo Scelzi, Canosa, Francesco Ventola, Minervino e Luigi Roccotelli, ai quali ha fatto seguito l’illustrazione dell’atlante da parte di Mauro Iacoviello, coordinatore tecnico dell’Agenzia, che lo ha definito un vero e proprio “contratto di fiume”.
Secondo il responsabile del Programma Aggiuntivo del Patto, Emanuele Daluiso, l’elaborato rappresenta un ponte tra la Puglia e le Regioni di Basilicata e Campania, che offre la possibilità ai territori lungo l’Ofanto di lavorare in maniera sistemica Dopo 40 anni di aggressione al fiume e isolati tentativi di tutela, a volte sentiti e più spesso interessati, si apre una prospettiva incoraggiante, a condizione che si stabilisca un nuovo rapporto tra istituzioni, attività produttive e natura. (Gaetano Samele)