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In Puglia e Basilicata

Brindisi, contro la mafia cento ulivi della pace

Brindisi, contro la mafia cento ulivi della pace
«Terre di Puglia - Libera Terra» a Torchiarolo, Mesagne e S. Pietro V.co coltivano le terre confiscate alla Sacra Corona Unita. In risposta alle minacce delle scorse settimane sono stati piantati una serie di alberi di ulivo
• Sono i prodotti ottenuti con il sudore
• Una bella sorpresa la presenza dei ragazzi 

22 Febbraio 2009

olivi associazione Libera contro le mafie di ACHILLE GIGLIO 

TORCHIAROLO - «Piantiamo cento alberi di ulivo perchè producano pace, speranza e continuità nell’impegno contro le mafie al posto delle vecchie piante della violenza, dell’arroganza e dell’intimidazione». A parlare è Alessandro Leo, presidente della Cooperativa «Terre di Puglia - Libera Terra» che a Torchiarolo, Mesagne e S. Pietro V.co sta coltivando le terre confiscate alla Sacra Corona Unita. «Cento ulivi sognando una terra libera» era lo slogan della manifestazione che ha visto tutti i soci della cooperativa, con il Prefetto di Brindisi dott. Domenico Cuttaia, il Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali dott. Antonio Maruccia, l’assessore regionale al Lavoro dott. Marco Barbieri, i comandanti provinciali delle forze dell’ordine, l’Amministrazione Provinciale ed i Comuni di Torchiarolo, Mesagne, S. Pietro V.co e Cellino S.M., la Lega delle Cooperative di Puglia e soprattutto i ragazzi delle scuole di Torchiarolo, Mesagne, S. Pietro V.co, Cellino S.M., Torre S. Susanna, uniti a piantare segni di speranza. Sono stati piantati 99 alberi. Uno è stato trattenuto per portarlo a Casal di Principe il 19 marzo, giorno della manifestazione nazionale contro tutte le mafie, e lì sarà piantato in memoria di don Giuseppe Diana, sacerdote di quella città ammazzato dalla camorra, nello stesso giorno di quindici anni fa, perchè si ostinava a parlare e difendere la libertà della sua gente. 

«Il punto di forza - ha detto don Raffaele Bruno, coordinatore regionale dell’Asso - ciazione Libera - è lo stare insieme, cooperative, magistratura, forze dell’ordine, istituzioni, giovani. Finchè saremo uniti non ci batteranno». Il Prefetto ha espresso la vicinanza personale e delle istituzioni. Ha esortato i giovani a coltivare «l'abitudine alla legalità» perchè così avranno sempre le istituzioni affianco a loro e «solo per questa via è possibile ottenere la libertà». Molto efficace anche l’intervento del dott. Antonio Maruccia che ha voluto testimoniare «l'impegno delle istituzioni perchè il lavoro dei giovani sulle terre confiscate sia tutelato. L’antimafia parlata - ha aggiunto il magistrato - aiuta la criminalità mentre quella fatta di azioni concrete, come quelle che si stanno realizzando sui terreni confiscati, sono l’esempio migliore per i giovani e la cittadinanza». 
olivi associazione Libera contro le mafie
L'assessore regionale Marco Barbieri ha voluto sottolineare l’importanza delle «associazioni coperativistiche di giovani » che creano benessere, sviluppo, legalità e speranza di un futuro migliore che ora vanno a sostituire, su queste terre, le associazioni per delinquere che distruggono e impoveriscono il territorio. Damiano Franco, vice presidente dell’Amministrazione provinciale ha voluto sottolineare l’importanza della manifestazione che rappresenta «una grande risposta simbolica a tutti quelli che vogliono sconfiggere la legalità». 

È poi intervenuto Carmelo Rollo, presidente della Lega delle Cooperative di Puglia, ed i sindaci di S. Pietro V.co. Mesagne e Torchiarolo. I 99 alberi sono stati piantati su un terreno nella zona archeologica della città messapica di Valesio, a ridosso della imponente cinta muraria realizzata nel IV sec. a.C. Gli intervenuti probabilmente non se ne sono accorti ma erano tutti a camminare su quel tratto di mura, a nord dell’antica città, dove gli antichi messapi, più di duemila anni fa, hanno respinto gli attacchi nemici per continuare a vivere e svilupparsi nella prosperità. Ci si augura che l’iniziativa di questi giovani possa, da quelle mura, difendersi dagli attacchi dell’illegalità e possano lavorare per continuare ad essere seme di speranza per queste Comunità.

(foto Gioia)

• Sono i prodotti ottenuti con il sudore
• Una bella sorpresa la presenza dei ragazzi
 
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