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In Puglia e Basilicata

Gallipoli, molestò alunne docente risarcirà lo Stato

Gallipoli, molestò alunne docente risarcirà lo Stato
Costeranno caro, a un professore di scuola media, le molestie ai danni di 5 ragazzine tra gli 11 e i 12 anni per le quali ha patteggiato 2 anni (pena sospesa). Ora la Procura regionale della Corte dei Conti ha chiesto al professore, nel frattempo andato in pensione, 50.776 euro: 776 per il danno da disservizio, e 50mila per il danno d’immagine causato alla pubblica amministrazione

22 Febbraio 2009

BARI - Lui ha messo le mani addosso ad alcune studentesse, adesso lo Stato metterà le mani nelle sue tasche. Costeranno caro, a un professore di scuola media di Gallipoli, le molestie ai danni di 5 ragazzine tra gli 11 e i 12 anni per le quali ha patteggiato 2 anni (pena sospesa). Ora la Procura regionale della Corte dei Conti ha chiesto al professore, nel frattempo andato in pensione, 50.776 euro: 776 per il danno da disservizio, e 50mila per il danno d’immagine causato alla pubblica amministrazione. 

Secondo le accuse penali il professor G.B., oggi 66enne, durante le lezioni di informatica avrebbe usato i computer della scuola per far visionare alcuni filmati pornografici alle ragazzine, alunne che avrebbe poi cercato di molestare. Le famiglie delle studentesse si sono costituite parte civile nel procedimento penale di fronte al Tribunale di Lecce, ma il patteggiamento le ha tagliate fuori: per essere risarcite dovranno agire in sede civile. 

Ora è arrivata la Corte dei Conti, che con il procuratore regionale Francesco Lorusso chiede al professore di pagare i danni allo Stato: la vicenda, ha argomentato Lorusso, «ha suscitato sorpresa e sdegno nell’ambito della comunità cittadina di Gallipoli» ed ha avuto «ampio risalto» sui giornali locali. Tutto questo, secondo Lorusso, ha contribuito «in modo decisivo alla causazione del danno all’immagine del Ministero dell’Istruzione, danno determinato dai ripetuti e dolosi comportamenti» dell’ex docente. 
A determinare il danno da disservizio, secondo la procura regionale, è stato invece il fatto che il professore abbia utilizzato i computer della scuola per collegarsi a siti pornografici («certamente non rispondenti a finalità didattiche»): il docente ha «non solo omesso di rendere una prestazione dovuta, ma ha anche illecitamente svolto una funzione dai connotati pubblicistici». 

La questione è stata già dibattuta di fronte alla sezione giurisdizionale pugliese della Corte (sentenza 24/2009). L’avvocato del docente aveva sollevato questioni formali in merito alla citazione a giudizio, questioni che sono state respinte. Ma per valutare l’equità della richiesta di risarcimento presentata dal procuratore, i giudici vogliono leggere tutte le carte: hanno infatti chiesto di acquisire le fonti di prova prodotte in sede penale (le informative dei carabinieri, i verbali di udienza e quelli dell’incidente probatorio). 

È opportuno notare che grazie al patteggiamento l’ex docente non ha scontato alcuna pena: durante l’udienza in Corte dei conti il suo avvocato ha sostenuto che il professore «con il suo ritiro dalla scuola aveva già di fatto ripristinato l’equilibrio della vita scolastica». L’eventuale condanna al risarcimento del danno erariale, che a questo punto appare probabile, potrebbe dunque essere l’unica punizione cui verrà sottoposto: l’Italia è davvero uno strano Paese. [m. sc.]
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