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In Puglia e Basilicata

Andria già pronta alle ronde di controllo

Andria già pronta alle ronde di controllo
di MICHELE PALUMBO
Le prime ronde anticrimine così come sono state immaginate nel decreto appena varato dal governo, potrebbero nascere in Puglia. A sperimentarle potrebbero essere gli abitanti di Andria, nel quartiere Europa, che già le organizzarono cinque mesi fa prima di essere travolti e fermati dalle polemiche. «Se occorre siamo pronti a ricominciare rispettando il nuovo decreto» annuncia Savino Montaruli

22 Febbraio 2009

di MICHELE PALUMBO

ANDRIA - Le prime ronde anticrimine così come sono state immaginate nel decreto appena varato dal governo, potrebbero nascere in Puglia. A sperimentarle potrebbero essere gli abitanti di Andria, nel quartiere Europa, che già le organizzarono cinque mesi fa prima di essere travolti e fermati dalle polemiche. «Se occorre siamo pronti a ricominciare rispettando il nuovo decreto» annuncia battagliero Savino Montaruli, coordinatore del «comitato Europa». 

La polemica che investì Andria esplose nel settembre 2008. I cittadini del quartiere Europa, infatti, stanchi di troppi atti di vandalismo e di teppismo nel rione, chiesero al sindaco e al prefetto di Bari di poter istituire le ronde di cittadini per assicurare tranquillità al quartiere. Il dibattito che ne seguì fu infuocato. Alcuni comitati ed associazioni replicarono sostenendo che non c’era bisogno né di scegliere la strada della giustizia-fai-da te e nemmeno quella della militarizzazione della città. I responsabili del quartiere Europa, rispoero a loro volta facendo notare che il tutto era stato travisato e che non c’era da temere né il far west e neppure gli sceriffi di quartiere. 

Ma la polemica andò oltre e se ne parlò anche durante un vertice sull’ordine pubblico che la Prefettura di Bari organizzò in città. Le posizioni, alla fine, rimasero immutate e distanti. Ora, con il decreto sulle ronde, la questione è tornata di attualità e Savino Montaruli, appare finalmente soddisfatto: «Il comitato con la provocazione delle ronde aveva visto giusto - commenta - ora se ne parla ufficialmente e persino il Governo usa la parola ronda che nella nostra città fece invece tanto scalpore. Non diamo un giudizio politico sul decreto, ma confermiamo che il nostro quartiere è pronto a riprendere il discorso». 

Al quartiere Europa dopo cinque mesi ritorneranno quindi le ronde? Insomma, Andria sarà la prima città italiana ad applicare il nuovo decreto... «La nostra fu una provocazione e la reazione fu invece esagerata e persino offensiva. Fummo accusati di voler militarizzare la città, di mandare i giustizieri della notte per le strade. Noi, invece, chiedemmo e chiediamo di collaborare, come cittadini, con le Istituzioni e le forze dell’ordine per poter vigilare sul quartiere e poter dare tempestivamente l’allar me alle forze dell’ordine cui spetta poi di intervenire». 

Ma questa partecipazione e questo senso di appartenenza al territorio non possono essere dimostrati anche senza istituire i pattugliamenti degli abitanti? «Certo, ma facciamo anche questo. Noi, ad esempio, autogestiamo il parco del quartiere. Da quando accade non ci sono più atti vandalici e il Comune ha risparmiato circa 100mila euro, quelli che prima erano stati necessari a riparare i danni provocati dai teppisti. Noi non vogliamo strumentalizzare, ma non vogliamo nemmeno essere fraintesi». 

Il quartiere insomma organizzerà le ronde, oppure no? «Aspettiamo prima di leggere i regolamenti attuativi. Poi chiederemo al Prefetto di intervenire. Naturalmente, se ci saranno altre associazioni a garantire il controllo nel nostro quartiere, non sarà necessario organizzarle noi. A noi interessa la tranquillità. Nel caso dovesse rendersi necessario, invece chiederemo di istituirle e a quel punto il sindaco, così come prevede il decreto, non dovrà riprendere nessun dibattito ma semplicemente prendere atto della situazione ed autorizzare. Ora sappiamo che avevamo visto nella direzione giusta e confermiamo che per le ronde ci stiamo».
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