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In Puglia e Basilicata

Bitonto, negozi sempre aperti il sindaco firma la deroga

di ENRICA D’ACCIO'
«Saranno soprattutto gli alimentari ad avvantaggiarsi di questa opportunità, molto meno il settore dell’abbigliamento e delle calzature. Si tratta di un tentativo, proposto dagli stessi operatori commerciali, per rincorrere la concorrenza degli ipermercati dei centri commerciali di Molfetta e di Modugno»
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21 Febbraio 2009

di ENRICA D’ACCIO'

BITONTO - Continua senza sosta la «rincorsa» degli esercizi commerciali contro lo strapotere dei centri commerciali della provincia. Gli operatori commerciali hanno richiesto e ottenuto dall’ammi - nistrazione comunale la deroga sul turno di chiusura infrasettimanale: qualora lo ritengano economicamente vantaggioso, potranno infatti saltare il turno di riposo settimanale. Così gli esercizi commerciali del settore alimentare potranno rimanere aperti il giovedì pomeriggio mentre gli esercizi commerciale del settore non alimentare potranno rimanere aperti il lunedì pomeriggio. Spiega il presidente della Confesercenti Michele Iovine: «Saranno soprattutto gli alimentari ad avvantaggiarsi di questa opportunità, molto meno il settore dell’abbigliamento e delle calzature. Si tratta di un tentativo, proposto dagli stessi operatori commerciali, per rincorrere la concorrenza degli ipermercati dei centri commerciali di Molfetta e di Modugno, garantendo l’apertura no stop per tutta la settimana. L’ordinanza, firmata dal sindaco Valla nei giorni scorsi, sarà valida per tutto il 2009. Piena soddisfazione da parte dei supermercati aderenti alle grandi catene di distribuzione, perplessità e incertezze, invece, per i negozi a conduzione familiare del centro urbano. 

«Si tratta di una necessità - spiegano i dipendenti di un grande discount alla periferia della città, verso Bari - perché anche Bitonto deve adeguarsi ai ritmi imposti dalle grandi catene di distribuzione. La liberalizzazione degli orari e dei turni di lavoro garantisce più opportunità per i negozi e in un tempo di crisi come questo bisogna approfittarne per lavorare di più e garantire ai cittadini un servizio migliore». Di segno diametralmente opposto il giudizio di un dipendente di un piccolo alimentari all’ingresso del centro storico: «Bisognerebbe restringere, non allargare i turni di apertura: chiusura la domenica, chiusura i festivi, anche quando c'è ponte, e chiusura il giovedì pomeriggio. La liberalizzazione delle aperture frammenta l’offerta e ci mette gli uni contro gli altri». «Per garantire l’apertura settimanale - commenta il suo collega - c'è bisogno di più personale, per garantire il turnover: ma qui è a tutto a conduzione familiare». E come sfidare allora la concorrenza con i centri commerciali? «La competizione con gli ipermercati di Modugno e Molfetta è persa in partenza: chi pensa di risolvere la crisi con l’aumento delle ore di lavoro sogna la luna». 

Anche il settore alimentare, infatti, ha dato segni di sofferenza negli ultimi mesi, anche se in misura nettamente inferiore rispetto ai settori dell’abbigliamento e del calzaturiero. Buone le entrate nel periodo natalizio ma il confronto con gli anni passati è comunque di segno negativo. Si spende di meno e, soprattutto, si spende lontano da casa propria. La spesa diventa un’occasione di svago, un momento di aggregazione della famiglia, un modo nuovo di occupare il tempo libero. Ma sono davvero così cambiate le abitudine d’acquisto dei bitontini? «I miei clienti - sorride sorniona la proprietaria di un forno a pietra nel centro storico - sanno che il giovedì pomeriggio non ci sono». In tempi di crisi, anche queste piccole certezze valgono molto.
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